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Backlink di qualità: ecco come evitare le penalizzazioni SEO

Come fa Google a valutare la qualità di un sito e quindi posizionarlo al punto giusto nei risultati dei motori di ricerca? Lo fa tamite vari metodi, ma uno dei più importanti è l’analisi dei backlink: si tratta, in pratica, dei link che rimandano al tuo sito. Se, io, ad esempio inserisco in un articolo un link a Wikipedia, ho appena fatto un backlink alla celebre enciclopedia online.

Ovviamente la qualità non viene valutata in base ai link che escono dal nostro sito (ovviamente) ma in base a quelli che entrano; se ad esempio il sito Apple mettesse un backlink al nostro sito la qualità nostra crescerebbe tantissimo, perché Apple è un sito molto importante. Se riceviamo un backlink da casevecchieprovinciadicomo.blogspot.it, chiaramente non contera più di tanto.

Ma molti servizi, per aumentare la qualità del proprio sito, contattano persone che si occupano di inserire backlink nei propri siti dietro compenso, per aumentare la qualità del proprio.

È una pratica bandita da Google, ma molto diffusa; tuttavia per farla (anche affidandoci a qualcuno che lo fa di lavoro, un link builder) si deve fare attenzione ad una serie di regole, per evitare di perdere soldi e, soprattutto, che questo lavoro diventi in realtà controproducente e, invece di qualificarci, ci dequalifichi.

  • Lo abbiamo già detto, in pratica, ma il link deve trovarsi su un dominio di qualità; ricevere un backlink da un sito di scarsa qualità non serve a nulla, tipo i siti che esistono esplicitamente per accogliere backlink, e riceverne molti da siti di scarsa qualità va ad essere, come abbiamo appena detto, controproducente; per cui evitiamoli.
  • Anche i backlink che non c’entrano nulla con ciò di cui parla il nostro sito non contano nulla, per Google, perché i due siti devono essere in qualche modo collegati. Se si parla di cucina, ricevere un backlink dal sito Microsoft sarebbe inutile, perché è il contesto che conta; se parliamo di informatica e di computer, sarebbe un link preziosissimo. Per cui pubblichiamo sempre su siti che trattano un argomento inerente a quello che trattiamo noi.
  • Molti backlink dallo stesso sito, anche se di buona qualità, con il tempo perdono di valore: meglio averne un po’ meno, magari in modo costante. La pratica dei “siti amici”, cioè io collego il tuo sito e tu colleghi il mio, alla lunga è controproducente e tende a penalizzare entrambi i siti perché è una pratica scorretta nei confronti del motore di ricerca.
  • Anche l’anchor text, ovvero le “parole blu”, quelle su cui si clicca per avere un backlink, sono importanti; in passato era importante scrivere la parola chiave esatta, mentre oggi il motore di ricerca cerca significati simili, sinonimi, l’importante è che un link sia naturale e non forzato; tuttavia non bisogna mai dimenticarci, anche in questo caso, del contesto.

Infine, una piccola aggiunta: che cosa succede se i backlink li riceviamo da siti di scarsa qualità e non per colpa nostra, ma di qualcuno che cerca di affossare il nostro lavoro? Visto che ogni sito si gestisce da solo, è una cosa possibile.

Google ci da un sistema, in questa situazione, per dissociarci dai backlink, che non verranno più considerati né in senso negativo, né in senso positivo, anche se è una procedura da usare solo nei casi di emergenza: esiste un tool, che si chiama Disavow Link, che serve proprio a questo.

 

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AUTHOR - Redazione

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