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Di chi è il blog di Beppe Grillo?

Un caso politico che è emerso proprio in questi giorni fa riferimento, e ci pone degli interrogativi, molto importanti per chiunque gestisce i siti web: quelli relativi alla titolarità dei contenuti.

Non parliamo, ovviamente, di politica, ma traiamo solamente spunto da un fatto di cronaca: sul blog di Beppe Grillo, che fa capo ad un celebre movimento politico, sono stati pubblicati contenuti ritenuti offensivi, ma non firmati. Così è stata intentata un’azione legale contro Beppe Grillo, che però non ha avuto seguito per decisione del giudice: in pratica, Beppe Grillo non è responsabile di tutto ciò che viene pubblicato sul suo blog.

Questa regola non è nata oggi ma diverso tempo fa, nel 2000, tramite una legge relativa alla salvaguardia delle opinioni sul web: fondamentalmente si andava ad affermare che il responsabile di un blog (o di ogni altro sito web) non è ascrivibile al direttore di una testata giornalistica che deve vigilare sui contenuti dei suoi collaboratori; se così non fosse, non esisterebbero (ad esempio) siti come YouTube, in cui tutti i canali fanno riferimento ad una sola società (Google) e ad una persona fisica, ma ovviamente ciascuno è responsabile di ciò che pubblica; se qualcuno offende qualcun altro (PewDiePie) non è certo colpa di Youtube, ma di chi offende.

Questo vale anche per i blog. Chiaramente, non è possibile offendere gratuitamente le persone, questo per altre leggi, ma se questo viene fatto di chi è la colpa?

In linea di massima, del gestore del blog, ma solo se si tratta di un blog personale, e questo non è il caso di molti blog tra cui quello di Grillo. Perché se io apro un blog a mio nome e ci scrivo essenzialmente solo io allora sì, ciò che scrivo sarà responsabilità mia e solo mia; se, però, io apro un blog e, come ha fatto Grillo, affido a qualcuno la gestione dei contenuti (in questo caso un’associazione di Milano), la responsabilità non è di Grillo (che ha messo solo il nome nel dominio, ma è un collaboratore come tutti gli altri, dal punto di vista giuridico) ma di questa associazione. La quale, a sua volta, ha uno statuto che dice che la responsabilità è loro quando il contenuto non è firmato, di chi firma quando, ovviamente, è firmato.

Le cose, quindi, stanno così: se il blog di Beppe Grillo è suo come intestatario nel dominio (cosa peraltro non vera, ma facciamo finta che lo sia) lui non è automaticamente responsabile di tutti i contenuti, perché esiste un disclaimer, disponibile per la lettura, che affida la responsabilità ad altre persone.

Questo caso-esempio, ovviamente, è valido per tutti i blog e i siti internet, e anche voi potreste essere in questa situazione: se avete un sito con dei collaboratori, per togliervi la colpa di ciò che viene scritto potete tranquillamente creare un disclaimer sul sito, nonché nel momento dell’inizio di una collaborazione far firmare un contratto di collaborazione, anche a titolo gratuito, in cui lo scrittore si assume tutta la responsabilità di ciò che scrive; in questo modo il gestore del sito web sarà sempre discolpato da qualunque problema legale a cui potrebbe andare incontro.

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AUTHOR - Redazione

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