Archivi

Ultimi Commenti

Categorie

Blog

wpid-Photo-16-nov-2015-2250.jpg

Strategie SEO obsolete e inutili: ecco quali non funzionano più

La SEO, o Search Engine Optimization, è una pratica che molte aziende cercano di mettere in atto per favorire il posizionamento del proprio sito nel motore di ricerca. Google, infatti, non è un cervello che quando gli chiediamo qualcosa ci risponde come una persona, ma è essenzialmente un algoritmo, una formula matematica che valuta tutti i siti che contiene e che trova il contenuto migliore e più attinente a ciò che stiamo cercando.

L’algoritmo, però, non è pubblico e nessuno, se non gli stessi dipendenti Google, lo conosce fino in fondo. Da qui nascono le figure degli Esperti SEO, professionisti a cui dei clienti si affidano per posizionare meglio il proprio sito nel motore di ricerca; lo fanno seguendo delle regole non scritte, ma basandosi sulla loro esperienza e sui risultati dei posizionamenti per quanto riguarda i lavori precedenti (sono un po’ degli indovini, insomma, anche se si basano sulla propria esperienza).

Ovviamente ci sono aziende che possono permettersi di pagare una figura del genere, mentre ci sono aziende che non possono, e poi ci sono i privati, che magari vorrebbero far conoscere il loro sito spendendo il meno possibile.

Tra i tanti articoli che spiegano come fare un’ottimizzazione SEO per il proprio sito, noi vi spieghiamo come non sbagliare, ovvero andiamo ad indicarvi le strategie SEO che non sono più in uso e non funzionano, per cui è meglio evitare di perdere tempo.

Mettere la parola chiave dappertutto

Una delle strategie che funzionava in passato ma che oggi è finita è la “keyword stuffing”, ovvero il mettere la parola chiave dappertutto. Riempire ogni articolo, mettere nel tag, nella meta descrizione, nel riassunto…

Non serve a nulla. Google chiaramente ricerca in base alle key, ma prenderà come un tentativo di barare quei siti che mettono troppe parole chiave in relazione alle altre parole, e le penalizzerà. Come a dire che il troppo stroppia.

Le keyword nella meta descrizione

La meta descrizione ormai non ha più la stessa importanza del passato. Se fino al 2009, per cui per molti anni, era una componente fondamentale per far capire al motore di ricerca di che cosa parlavamo, ad oggi non lo è più per espressa dichiarazione di Google e possiamo addirittura evitare di metterla, almeno come posizionamento.

È utile, però, per far avere un’idea all’utente di che cosa troverà e di conseguenza può attirare l’attenzione comunque.

Backlink da siti creati ad hoc

Uno dei metodi per far salire un sito è quello di ottenere tanti link in entrata. Questi link devono però essere di qualità, ed è quindi inutile creare un network di siti gratuiti con servizi gratuiti solo per mettere un singolo articolo con il link al nostro sito principale. Non serve a nulla.

Google, infatti, valuta anche la qualità del sito da cui il link parte, per cui è completamente inutile far partire un link da un sito con qualità zero. Meglio allora puntare ai guest post, articoli scritti da noi su altri siti per far conoscere una tematica.

Inoltre, se dobbiamo pagare una serie di siti per far apparire su di essi dei backlink al nostro, è sempre importante favorire la qualità rispetto alla quantità: meglio, per dire, pagare 50 euro per un guest su un sito importante che non pagare 10 euro per 5 guest su siti poco importanti.

Piccole differenze che possono portare risultati migliori o peggiori nel posizionamento del nostro sito.

 

condividi!

AUTHOR - Redazione

No Comment

0

Post A Comment