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Compravendita di domini: un’attività che può essere redditizia. Ecco come funziona

In questo articolo faremo un’introduzione, puramente informativa, a quella che è ormai diventata una vera e propria professione negli ultimi anni, come la compravendita dei nomi a dominio.

Ora, non vi spiegheremo certo come diventare big della finanza con questa attività, sarebbe cone cercare di spiegare “l’architettura” in due righe, ma semplicemente vogliamo informarvi che esiste una possibilità di guadagno in questo senso. Bisogna essere dei buoni imprenditori, questa è la dote fondamentale, ed essere anche un po’ visionari. Vediamo perché.

Il nome di un dominio è, semplicemente, un nome che deve essere ricordato e che viene trovato bene dai motori di ricerca. Sicuramente www.pizzeria.it è molto più facile da ricordare e da trovare per chi cerca “pizzeria” su Google che non www.pizzeriadamariomilano.it.

Ora, trovare un dominio libero di una sola parola, appunto come pizzerie.it, o casa.it, o albero.it è praticamente impossibile da moltissimi anni, perché questi nomi sono un po’ come l’oro per i domini: un bene che non abbassa mai di valore. Io continuo a pagare il rinnovo annuo, poi passerà sicuramente un’associazione ecologista che vuole acquistare il mio albero.it per farne un sito a tema e sborserà 1.000, 2.000, 10.000 euro per averlo. Perché chiunque, per qualsiasi motivo, cerchi “albero” troverà il loro sito, quindi guadagni già buoni in partenza se uno lo sa un minimo sfruttare.

È questo il motivo per cui i domini sono così importanti e la compravendita dei domini è così diffusa: contano sì il SEO, e l’ottimizzazione degli articoli, ma un buon nome è fondamentale per gli stessi motori di ricerca.

Ad oggi i domini si possono acquistare in due modi: o nelle aste di domini, generalmente straniere, che ci daranno diritto a diventare i proprietari del dominio se lo vinciamo (poi possiamo anche spostarlo su server migliori come quelli di Hosting99, se vogliamo) oppure, anche tramite il nostro servizio, crearne uno che al momento sia ancora libero.

Ovviamente, se nelle aste il nome lo aveva già creato qualcun altro, quindi abbiamo già una certa garanzia che possa valere qualcosa, se iniziamo da zero chiaramente bisogna essere, più che bravi a comprare, diciamo veri e propri visionari.

Individuiamo una persona che potrebbe far carriera? Registriamo un dominio a suo nome, pensando che in futuro potrebbe essere rivenduto a quella persona o a chi per lei (magari lo abbiamo pagato dieci euro all’anno per sei anni, quindi sessanta euro, e lo rivendiamo a trecento). Individuiamo un prodotto di cui qualcuno potrebbe in futuro parlare? Pensate ad aver comprato un dominio come iPhone.it o iPad.it quando ancora la Apple non aveva creato questi dispositivi, quando vi sarebbe stato pagato da un’azienda del genere… Oppure qualcuno ha creato una tendenza, come quella dei selfie, che qualcuno potrebbe trovare interessante approfondire?

Insomma, se abbiamo idee su ciò che potrebbe riservare il futuro, possiamo provare ad entrare nel mercato della compravendita dei domini. Per qualcuno è un lavoro, per altri semplicemente un hobby, e come in ogni investimento i domini di cui siamo proprietari potrebbero non interessare mai a nessuno, in futuro, o potrebbero essere presi in considerazione da qualcuno ad un prezzo molto maggiore rispetto a quanto li abbiamo pagati, questo specie per i domini internazionali (.com, .org) più che per quelli italiani (.it).

Comunque una professione che esiste e che si può iniziare a praticare anche da zero, con investimenti iniziali veramente minimi (ovviamente non si può partire da domini da 10.000 euro… E se poi non li rivendiamo?) ed un commercio sottostante molto interessante, perché se qualcuno vuole un dominio ben preciso… beh, pagherà molto più del costo di un “dominio medio” (che, specie se è vuoto, è molto molto economico), pur di averlo.

 

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AUTHOR - Redazione

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