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TLD e il modo migliore di usarlo

TLD non è altro che l’acronimo di Top-level domain e rappresenta l’ultima parte del dominio internet. Sostanzialmente si tratta della cifra alfanumerica che viene subito dopo il punto, quello però più a destra dell’URL. Per fare un esempio semplice, ciò che viene dopo il punto è dove ricade il dominio di primo livello.

L’ente che li classifica è l’Assigned Numbers Authority, con la sigla (IANA), ci sono infatti domini di primo livello nazionali, definiti anche come country code top-level domain, anche CC TLD. Sono usati da uno Stato o una dipendenza territoriale, sarebbe quello più conosciuto di tutti, di fatto è costituito da due lettere, it ad esempio per l’Italia, oppure jp per il Giappone.

Poi esistono i domini di primo livello generici, ovvero generic top-level domain o g TLD, questo è un dominio utilizzato principalmente da determinate organizzazioni, come il famoso .com per le organizzazioni commerciali, non a caso questa è di tre o più lettere, quindi già si riconosce la differenza con la precedente.

Sono comunque disponibili in tutto il mondo, ve ne sono alcune riservate addirittura all’esercito e a enti educativi statunitensi, come ad esempio il .gov, il .mil e il .edu. il terzo tipo invece è rappresentato dal dominio di primo livello infrastrutturale che a sua volta deriva da infrastructure top-level domain.

Un tempo per scambiare dati ed e-mail si utilizzavano indirizzi con pseudo domini, non esistenti nei server. Oggi non esistono più, utilizzano tutti i tradizionali domini Internet. Esistono poi livelli riservati, come la RFC 2606 che riserva i suoi domini in modo che non siano utilizzati per altri scopi sulla rete comune.

Come ad esempio gli exampleche è riservato agli esempi, come gli invalid che invece è riservato all’uso nei domini invalidi. Ma esiste anche la localhost che invece è riservato per evitare conflitti con l’uso tradizionale di localhost e la test che invece è riservato ai test. Ma esistono anche di secondo e di terzo livello, ma non tutti quelli che non masticano un po’ di web ne conoscono.

Ma ad esempio nel secondo livello abbiamo, europa.eu che come lascia intendere è riservato ai siti delle istituzioni europee, poi c’è in-addr.arpa che invece è riservato alla soluzione opposta di indirizzi IPv4. Sempre poco o per niente conosciuti, c’è anche l’ip6.arpa che è riservato alla risoluzione anche questa inversa di indirizzi IPv6.

Vi sono poi alcuni che possono sembrare strani a causa del doppio punto, come il .com.es che è riservato ai domini di primo livello commerciali della Spagna, oppure il .police.uk il quale invece è riservato alle Forze di polizia del Regno Unito e come loro ovviamente anche noi abbiamo il nostro .difesa.it che è proprio riservato invece alle nostre forze armate italiane.

Da noi abbiamo anche il .gov.it, ovvero per il Ministeri e gli enti statali. Ma vi sono anche di terzo livello e questi vengono certe volte forniti, gratuitamente da società di hosting, che beneficiano del traffico sui siti ospitati e quindi dalla pubblicità che questi a loro volta riescono a portare.

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AUTHOR - Redazione Hosting

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