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Nuove estensioni per dominio: ecco 5 miti da sfatare!

Spesso ci troviamo a parlare, sulle nostre pagine, di nuovi domini web, nuove estensioni che vengono periodicamente rilasciate e che possono dare, per certi versi, una marcia in più al nostro sito web.

E’ una cosa interessante, se non fosse che molti gestori di siti web non si fidano delle nuove estensioni, per motivi vari. A volte, queste motivazioni sono delle vere e proprie leggende metropolitane, ed è per questo che abbiamo creato una lista di falsi miti che riguardano le nuove estensioni, da sfatare, nel caso qualcuno avesse optato per un .com con una di queste ragioni.

  • I domini .com sono importanti per la SEO: questo non è vero, perché è stato smentito direttamente da Google. Infatti i nuovi gTLD vengono trattati esattamente come quelli vecchi, senza alcuna distinzione, proprio per non sfavorire chi li utilizza. Anzi, è possibile avere qualcosa in più: un’estensione “bio”, per esempio, ha il suo valore per un sito bio, e comunque non perde importanza il nome del dominio, che va scelto con attenzione indipendentemente dall’estensione.
  • I nuovi domini non sono percepiti come i vecchi dagli utenti: anche questo non è vero, perché in realtà gli utenti percepiscono solo in un secondo momento quando si visita un sito, non da subito. Quando si cerca qualcosa su Google, si legge il contenuto; solo in un secondo momento, poi, si va a guardare il nome del sito, ma a quel punto sarà stato il contenuto, qualunque esso sia, ad aver fatto la maggior parte del lavoro.
  • I grandi brand non utilizzano le nuove estensioni: questo è sbagliato, perché in realtà sono proprio le grandi aziende a registrarli per prime. Il problema è che avendo le aziende magari un sito .com più famoso, perché hanno ottenuto un buon nome magari 20 anni fa, non sembra che sia così, ma sono tantissime le nuove aziende che utilizzano i nuovi gTLD e che sono anche famosissime sul web. Ask.fm vi dice qualcosa?
  • Un sito .com è un passo essenziale quando l’azienda cresce: anche questo non è corretto, perché ci sono delle aziende che, anzi, hanno fatto un passo opposto a questo. Una delle più celebri, come esempio, è bitly.com che si è spostata ad avere un dominio più corto, e più famoso, come bit.ly, che non è certo un dominio tradizionale.
  • Per adesso scelgo un sito .com, poi nel caso cambierò: non è una regola su cui mettere la firma, e il perché ce lo dice lo stesso Google. Infatti un cambio di estensione richiederà molto tempo per essere “metabolizzato” dal motore di ricerca, e questo potrebbe portare ad una diminuzione delle visite al sito. E, comunque, non ha senso fare una cosa del genere quando non ci sono concrete penalizzazioni tra una nuova estensione e una di quelle classiche.
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AUTHOR - Redazione

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