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Gli indirizzi IPv4 sono esauriti (ma niente paura)

Risale a circa una settimana fa una notizia che, a tutti gli effetti, è la cronaca di una morte annunciata: si tratta del definitivo esaurimento degli indirizzi IPv4, ovvero il sistema in uso fin dagli anni ’80 per l’assegnazione degli indirizzi alfanumerici a tutti quei dispositivi che sono in grado di connettersi alla rete.

Ovviamente, quando negli anni ’80 si è iniziato ad assegnare indirizzi, il numero che era possibile dare con la lunghezza degli IPv4 era abbastanza alto da pensare che tutti gli indirizzi ci sarebbero tranquillamente rientrati; così non è stato vista l’espansione senza fine del web, che avrebbe fatto collassare il vecchio sistema.

Collasso comunque atteso, e così si è fatto in modo di mettere a disposizione un altro protocollo, quello IPv6 che, offrendo indirizzi più lunghi (che non sono i www.boh.it, ma gli indirizzi alfanumerici che si nascondono sotto queste espressioni semplici da ricordare), lunghi quattro volte quelli dell’IPv4 e che dovrebbero aumentare esponenzialmente lo spazio disponibile.

Per adesso è previsto che gli indirizzi IPv4 e gli IPv6 continuino a coesistere, e questo significa che chi ha degli indirizzi della vecchia versione potrà continuare a tenerli e ad utilizzarli nonostante chi ne acquisisce di nuovi dovrà acquistarli nella nuova versione. Anche per gli utenti non ci sarà alcun problema, perché non si renderanno conto della differenza a meno che utilizzino dispositivi così vecchi da non essere compatibili con il nuovo standard.

Questo significa che, se alla maggior parte degli utenti la differenza IPv4 ed IPv6 non interessa per nulla, ad alcuni invece fa gola, alla luce di quanto abbiamo appena detto. Questo significa che ci sono persone interessate all’acquisto di indirizzi IPv4 che, proprio come succede con i domini, fanno un po’ gli avvoltoi aspettando che alcuni di questi indirizzi vengono dismessi per acquistarli dalle aste. Meccanismo che ha ovviamente fatto prendere molto valore a questo tipo di indirizzi ormai rari.

In ogni caso, se siete utenti comuni non avrete particolare interesse nell’aggiornare, anche perché gli IPv6 non funzionano solo con dispositivi molto, molto vecchi (già da tempo è stato previsto l’aggiornamento dei prodotti così che potessero leggere gli IPv6) ma se vi occupate di web e di fornitura di servizi internet, comunque, sarebbe bene iniziare un po’ di formazione per voi e per i vostri dipendenti giusto per capire qualcosa in più riguardo a questo argomento. Probabilmente non succederà, ma alcuni utenti potrebbero essere interessati a un servizio particolare in questo senso, ed è bene non farci trovare impreparati.

 

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AUTHOR - Redazione

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