Archivi

Ultimi Commenti

Categorie

Blog

Apple e il blocco della pubblicità: bisogna rivedere il modo di farla?

In questo periodo, gli editori sono tutti abbastanza inferociti per una questione molto importante, che riguarda il blocco degli annunci pubblicitari. Come tutti sappiamo, infatti, la pubblicità è l’anima del commercio e molti siti, così come molte professioni digitali, si reggono proprio sugli introiti pubblicitari che derivano dalla navigazione degli utenti sul sito internet.

Chiaramente le pubblicità sono anche fastidiose, ma non bisogna dimenticare che lo diventano solamente quando sono invasive. E chi sviluppa siti punta parecchio sull’invasività della pubblicità, così che l’esasperazione porta poi gli utenti a cercare in tutti i modi di bloccarla, cosa che alla fine va a danneggiare anche i siti onesti, che mettono la pubblicità in modo assolutamente non fastidioso per l’utente.

Causa scatenante di tutto è una delle società più in vista in ambito informatico, Apple, che è consapevole del fatto che, per quanto riguarda i dispoaitivi mobile, la maggior parte dei ricavi arriva proprio dai telefoni e dai tablet di sua proprietà (i ricavi, non il traffico, il traffico è maggiore da Android).

Per una strategia puramente di marketing, Apple ha annunciato che con il siatema operativo in uscita a Settembre, iOS 9, gli sviluppatori avranno modo di sviluppare estensioni che permettano il blocco della pubblicità: niente male per gli utenti, per cui si prospetta addirittura una velocità di navigazione quadruplicata, se sfruttassero questi plugin, e un consumo di traffico dati quadi dimezzato, il che è un’ottima cosa visto che gli operatori telefonici lo centellinano.

Un’occasione ghiotta sicuramente per Apple, che cerca in questo modo di spingere gli acquisti verso i suoi prodotti, ma certo non con gli editori, che stimano una perdita di introiti quasi doppia rispetto a quella del 2015. Uno degli editori ad essere maggiormente danneggiato è sicuramente Google, uno dei padroni della pubblicità online.

Al momento, Google si è limitata a protestare e ad indicare un modo agli sviluppatori per bypassare il blocco degli annunci proposto da Apple, e ovviamente l’azienda californiana non è certo stata a guardare ed intraprenderà sicuramente delle azioni, di conseguenza; una vera e propria guerra, che riguarda non solo questi colossi informatici ma anche i vari gestori dei siti che si finanziano proprio grazie alla pubblicità.

Probabilmente, però, la soluzione non è l’invettiva, ma un drastico cambio di rotta per tutto il sistema della pubblicità online, pubblicità che può anche essere piacevole da vedere (vi fermate mai a vedere i video pubblicitari su Youtube? Io a volte sì, e sono anche carini) ma chiaramente non deve essere invasiva e, soprattutto, deve lasciare qualcosa all’utente.

Una regola che finora, e da molti anni (già con la televisione) non si era capita. Si guarda un film, c’è la pubblicità, è un momento ottimo per andare in bagno. Ma se le persone ragionano così significa che chi ha pensato la pubblicità ha, in qualche modo, fallito. E che qualcosa deve cambiare.

 

condividi!

AUTHOR - Redazione

No Comment

0

Post A Comment