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Arriva Spid, il portale unico per accedere ai servizi italiani pubblici e privati

Quando parliamo di Italia e tecnologia, ci viene sempre in mente l’immagine di mettere un gatto e un topo in uno scatolone. Non ci sono alternative, proprio non ce la fanno a collaborare per cercare di uscire, ma prima o poi l’uno ammazza l’altro o l’altro trova una via di fuga lasciando l’uno a rimuginare. È una legge naturale, non si può fare altrimenti.

È quindi con questo spirito che accogliamo la notizia della nascita di Spid, un sistema unico italiano per avere accesso alla nostra identità digitale, ovvero a trovare una serie di informazioni che ci circondano e ci riguardano, tutte cose sensibili, entrando su un solo portale.

L’idea è ottima, non c’è che dire. Sarà infatti un portale gestito e aperto ad un team che proviene da varie attività, sia pubbliche che private. Da una parte comuni, INPS, ASL e Agenzia delle Entrate, dall’altra parte banche, servizi postali e aziende che trattengono i nostri dati sensibili. Ma tutti questi, grazie a Spid, saranno accessibili da un portale unico e con un’unica chiave di sicurezza, che ci darà accesso a tutto il nostro mondo semplicemente sedendoci davanti al computer, ma anche da tablet o smartphone.

E la cosa più interessante sono i tempi entro cui è previsto l’avvio di questo servizio: altro che Salerno-Reggio Calabria, qui nel 2016 si conta di essere attivi e di aver raccolto a fine anno ben 10 milioni di identità digitali che diventeranno 20 nel 2020.

Le basi, chiaramente, ci sono: essendo finanziato non solo dallo stato ma anche dai privati si auspica una maggiore professionalità nella creazione; per quanto riguarda la sicurezza, invece, nulla da dire perché essendo una cosa basilare, forse più basilare di tutto il resto, le password per l’ingresso saranno generate di volta in volta, ogni volta che vogliamo accedere, tramite SMS e cambieranno sempre, per cui sarà impossibile o quantomeno molto difficile che un esterno riesca ad accedere alle nostre pagine in questo sistema.

Sistema che, peraltro, porterà un grosso risparmio sia agli enti statali sia ai privati (che dovranno però essere accreditati per entrare a farne parte) che aderiranno al progetto: i moduli potranno essere stampati comodamente da casa senza doversi recare fisicamente negli uffici, sarà possibile tener conto delle date, degli avvisi di pagamento, ma anche dei nostri estratti conto senza la necessità di muoversi e soprattutto senza dover “ingombrare” gli ingressi degli enti e delle strutture per fare operazioni semplici, che potremmo fare anche da soli.

E tutto questo avverrà tramite un unico portale, portale a cui, una volta imparato, potranno accedere anche le persone non particolarmente avvezze al mondo informatico, come i pensionati, e da lì controllare tutto ciò che li riguarda.

Come dicevamo all’inizio, il progetto è molto interessante e anche i tempi sono ragionevoli: sperando ovviamente che, essendo in Italia, non venga chiuso nello scatolone con un gatto, ma che riesca finalmente a semplicifare, veramente, la vita dei cittadini in cui internet diventa sempre più importante, anche nel nostro paese.

 

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AUTHOR - Redazione

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