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Copyright nell’era digitale: qual è il suo destino?

In questo articolo vogliamo focalizzare la nostra attenzione su uno di punti più interessanti per chi crea contenuti su internet, contenuti di qualsiasi tipo: parliamo dei diritti d’autore, le proprietà intellettuali, il Copyright.

Si, perché le leggi sul Copyright sono, ormai da anni, molto rigide e servono a tutelare la proprietà di chi quel contenuto lo ha creato: il problema è che capire chi fa cosa, ma anche fino a che punto si tratta di plagio. È un serio problema e lo è ancora di più ai tempi di internet, dove le informazioni viaggiano alquanto veloci e dove diventa difficile capire qual è il limite.

Facciamo un esempio semplice: una canzone è una proprietà intellettuale del suo autore, e su questo non ci piove. Per acquistare un CD devo pagare i diritti, ma anche per comprare la canzone su iTunes oppure per ascoltarla su Spotify, dove i diritti sono compresi nell’abbonamento (o non vengono pagati ma per scelta delle case discografiche nella versione free). Ma quando io finisco di far valere i miei diritti sul brano che ho acquistato?

Nessuno vede niente di male nel cantare quella canzone, ovviamente, ma se io la canto e vengo ripreso e messo su Youtube, magari senza nemmeno essere io l’autore del video? Chi ha violato i diritti? E se la utilizza “qualcuno”, un utente qualsiasi, come colonna sonora per un video personale (posso farlo, visto che la canzone l’ho acquistata) e poi il video fa miliardi di visualizzazioni? Perché chi ha fatto il video ha pagato i diritti, ma chi ascolta no. Può acquistarla a sua volta o non farlo, ma a differenza delle radio o di Spotify gratis non c’è un previo accordo con la casa discografica.

E adesso che stanno per arrivare le dirette video su Facebook, e su Twitter ci sono già da un po’, le persone che si riprendono al museo degli Uffizi riprendendo anche in parte le opere d’arte violano i diritti di che lo stato italiano ha su quelle opere? Probabilmente si, ma in fondo loro si stavano riprendendo, non c’era (si suppone) la volontà di rubare il diritto.

Una questione molto spinosa.

Internet e il diritto d’autore

E giustamente potreste chiedervi: perché parlare di Copyright su un sito che si occupa di Hosting?

Perché chiaramente, chi usufruisce dei nostri servizi di creazione dei siti si troverà sicuramente invischiato con il problema, prima o poi. E se per le immagini c’è un certo regolamento, i video pubblicitari sono meno sicuri a livello normativo. E ancora meno i testi: se io cito un passaggio dell’autore X per parlare di un problema e sviluppare un ragionamento, ho violato i suoi diritti?

La questione è aperta e le domande sono al momento senza risposta perché la legislazione italiana, ma anche quella straniera, è troppo datata per poter fornire risposte concrete. Nell’ambito dell’Unione Europea si sta discutendo molto di questa cosa, e una buona idea sarebbe quella di proteggere con severe regole le proprietà intellettuali, ma solo per un breve periodo di tempo, dell’ordine di pochi anni, passato il quale queste potranno essere utilizzate da chiunque.

Ma per giungere ad una soluzione del genere ci vorrà tempo e ci vorranno risorse. E purtroppo i tempi della burocrazia non rispecchiano quelli di internet, che è molto, troppo più veloce della legge.

Che arriva sempre in ritardo, scontentando sia gli autori che non si vedono tutelati, sia gli utenti che in modo del tutto inconsapevole si trovano in mezzo a battaglie legali dalle quali sarebbero del tutto estranei.

 

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AUTHOR - Redazione

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