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Google Contributor, arriva il servizio Google che rimuoverà i banner pubblicitari

La pubblicità online è quello che possiamo definire un male necessario. Infatti, questa è percepita dagli utenti come fastidiosa, e lo è tanto di più quanto più è invasiva, ma allo stesso tempo è necessaria perché i contenuti presenti in un sito web sono spesso e volentieri gratuiti, e per finanziarsi ed offrire i servizi gratuitamente questo compromesso è necessario, c’è poco da fare.

Google prova, per ora solo in America e solo nei servizi commerciali, a lanciare un nuovo servizio, che si chiama Google Contributor e che ha lo scopo proprio di ridurre la pubblicità che si trova in giro per i siti. L’idea è molto semplice: proporre un pulsantone per le donazioni volontarie che gli utenti vorranno fare e, di pari passo, sostituire i banner pubblicitari con immagini scelte da noi.

Facciamo un esempio: il primo mese nella pagina ci sono 19 banner pubblicitari. Gli utenti donano, diciamo, per 40 euro. In entrate, 40 euro corrispondono a quello che noi facevamo con 3 banner. Google, il mese successivo, rimuove tre banner e ne lascia solo sette, sostituendo agli altri tre le immagini che abbiamo scelto all’inizio.

Se questo mese gli utendo donano 50 euro rimarranno, per dire, 6 banner, invece che sette, mentre se ne donano 20 torneranno 8 banner.

Capito il funzionamento? Più gli utenti donano e meno banner ci sono, e viceversa.

Si tratta di una soluzione comunque utile, perché consente di ridurre la pubblicità in automatico e non manualmente come diretta conseguenza delle donazioni, e questo è un bene, una soluzione diversa rispetto al classico “offrimi un caffè” che spingeva gli utenti a donare un euro con PayPal qualche anno fa perché avranno dei benefici diretti.

Il problema, o meglio i problemi, sono principalmente di due nature: il primo è il fatto che quando gli utenti sono chiamati a mettere mano al portafogli misteriosamente scompaiono, anche quegli stessi utenti che tutti i giorni commentano e che si servono dei nostri articoli e dei nostri contenuti; il secondo è che se, per ipotesi, tutti i siti usassero i contributi, non si saprebbe a chi donare.

Quanti siti si frequentano ogni giorno? 20, 50, 100? Io non ho mai fatto il conto, ma entrando nella cronologia mi rendo conto che anche per cercare semplicemente informazioni ne uso parecchi. Anche se dovessi donare due euro a tutti i siti che visito, o magari scegliessi 100 siti al mese a cui donare, sarebbero comunque 200 euro che su uno stipendio non sono pochi.

Per cui magari ne sceglierei solo alcuni, quelli migliori e quelli che comunque avrebbero le loro entrate (dagli accordi commerciali) che gli permettono di fare un lavoro migliore e più approfondito rispetto al blogger appassionato, ma in questo modo si lasciano a bocca asciutta proprio i gestori dei siti piccoli che sono quelli che ne avrebbero più bisogno.

Per ora Google Contributor è solo una prova, ma non dubitiamo arriverà ben presto anche da noi. È una buona idea, ma probabilmente riuscirà molto difficilmente a funzionare al meglio, perché le persone… non doneranno.

 

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AUTHOR - Redazione

1 Comment

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  • marco

    Che sia una “buona idea” è una vostra opinione, alquanto discutibile…

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