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In vendita il dominio più caro del mondo. E tu, parteciperai all’asta?

I domini, come sappiamo molto bene, hanno prezzi che vanno dal bassissimo al molto alto, fino a toccare picchi che sono cifre stratosferiche per i più richiesti, quelli che fanno riferimento ad un’azienda molto importante di cui possiamo sfruttare la “fetta” di notorietà.

Ma è di questi giorni la notizia che è stato messo in vendita il dominio più caro del mondo. Il dominio Google? Macché. Il dominio Apple, allora? No, nemmeno quello. Sarà quindi il dominio Microsoft? No, nemmeno lui. È nientepopodimeno che TheMostExpensiveDomainEver.com, che come dice il nome stesso dovrebbe essere il dominio più caro del mondo.

Se lo volete, potete sborsare sull’unghia una piccola cifra di 100 milioni di dollari (nemmeno tanto, poi, per essere il dominio più caro del mondo) mentre se intendete partecipare all’asta sappiate che dovrete sborsare la bellezza di 36 milioni di dollari come base, con il rischio ovviamente di essere superati dagli altri partecipanti, che sicuramente saranno numerosissimi.

Ma chi mai può aver messo in vendita un dominio del genere, e con quali ragioni? La risposta è: una società artistica di Milano, Chapter24.

Perché una società artistica dovrebbe mettere in vendita il dominio più caro del mondo non lo sappiamo; sappiamo solo che, a fianco del simbolo della Massoneria che si trova direttamente sul sito e a fianco delle date di inizio e fine asta (rispettivamente il solstizio d’inverno appena passato e il solstizio d’estate prossimo) abbiamo delle informazioni rilasciate direttamente dai fautori del progetto che sono più criptiche di una profezia di Nostradamus.

Il progetto è infatti stato concepito “Attorno alla volontà di applicare l’Utopia come Metodo per cambiare il mondo, o quantomeno per offrirne inedite e provocatorie chiavi di lettura”.

Si tratta di “Un esperimento di mecenatismo artistico dalle conseguenze inesplorate, che appare ancora più interessante in un’epoca di assuefazione da crowdfunding e di apparente democratizzazione dell’accesso all’Arte” per continuare con “100 milioni di dollari sono tanti o pochi a seconda di chi li spende, di chi li guadagna e di quello che possono generare in termini emotivi o di ritorno sull’investimento. In questo caso, 100 milioni sono l’accesso a un bene di lusso estremo: un posto eterno nella Storia dell’Arte e della Rete, con l’abilità di utilizzare liberamente il clamore generato”.

Ci avete capito qualcosa? Io no, ma probabilmente la mia mente è ad un livello troppo inferiore per comprendere in cotal misura le digressioni concernenti all’arte che solo gli individui del collegio milanese riescono a cogliere.

Fatto sta che se proprio siamo interessati alla compravendita dei domini, anche acquistare “Ildominiopiùscandalosodelmondo.it” ci fa entrare nella storia della rete: basta ricordarsi di rinnovarlo alla scadenza e il gioco è fatto.

Resta il fatto che questo dominio non sarà comunque il più costoso della storia, se paragonato a “parenti” come il dominio Facebook o il dominio Google. E resta il fatto che con un dominio che porta un nome del genere ci si fa ben poco. Sarebbe come acquistare un terreno che ha lo stesso indirizzo della Casa Bianca… per una grandezza di dieci centimetri quadrati. Che uso mai si potrebbe fare di un dominio del genere?

Facciamoci una risata, e concentriamoci sulla compravendita di domini ben più concreti, che possono portare reale lustro, magari, alla nostra attività.

 

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AUTHOR - Redazione

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