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La nuova proposta ICANN mette a rischio la privacy di chiunque abbia un sito commerciale?

La questione della privacy è uno degli argomenti più controversi ma importanti degli ultimi tempi. Da un lato si sta raggiungendo una grande coscienza comune, quasi sovrumana, con società come Facebook e Google che conoscono noi meglio addirittura di nostra moglie, o dei nostri figli; dall'altro lato la protezione dei nostri dati personali, di tutto ciò che è, e deve rimanere, privato nonostante le difficoltà del mondo di oggi.

Il problema di cui vi parliamo, riguardante la privacy, è che la stessa potrebbe non essere più tutelata per tutti quegli utenti che hanno un sito web a carattere commerciale. I piccoli imprenditori, insomma, di cui probabilmente anche tu che stai leggendo fai parte (i privati però non vengono toccati da questa problematica).

Si tratta di una proposta che sta prendendo in consoderazione ICANN. Che cos'è ICANN? È una società mondiale senza scopo di lucro che gestisce le assegnazione dei domini. In pratica, quando un dominio viene registrato da un utente oppure da un'attività, è ICANN che si occupa dell'assegnazione univoca di quel dominio a quella società evitando che possano esserci sovrapposizioni. La sua attività si occupa in particolare dei domini di primo livello generico (gTLD), del codice internazionale (ccTLD) e dei sistemi di root server. Per esempio non si occupa dei domini nazionali, come ad esempio .it, ma solo dei domini che fanno parte del primo lovello come .com, .org e .net.

In questi giorni questa società sta prendendo in considerazione una proposta, che è quella di rendere pubblica l'identità di chi possiede un sito Web commerciale. Ad oggi, se io ho un sito gli altri non possono sapere chi sono. O meglio, gli utenti normali non lo sanno, ma ICANN si, perché le informazioni personali sono obbligatorie per poter registrare un dominio, ma ad oggi possono essere nascoste in parte o totalmente attraverso il servizio di privacy Whois. Se questa proposta venisse ufficializzata, questo ultimo passaggio andrebbe a scomparire, per cui l'identità di chiunque gestisca un sito Web commerciale dovrebbe essere sempre resa pubblica, visibile da chiunque la richieda.

Diciamo che così è un po' troppo. Se io vado su un sito che non mi piace, o che magari mi fa concorrenza, posso sapere tutte le informazioni di chi è proprietario, indirizzo di casa compreso, e potrei andare a minacciarlo. Certo, una cosa del genere la fa solo un milionesimo della pololazione, ma solo in Italia siamo sessanta milioni… Insomma, qualche possibilità che accada c'è.

Ovviamente non si sta chiedendo che gli indirizzi siano segreti sempre e comunque, o addirittura non forniti ad ICANN. Se un sito vende materiale pedopornografico è giusto che l'indirizzo di chi lo possiede sia rivelato alle forze dell'ordine (ci mancherebbe) ma solo dopo una richiesta formale ed eventualmente un processo, non così ai quattro venti.

In Italia non ne parla nessuno mentre, specialmente tra gli imprenditori, c'è molto fermento all'estero per questa notizia.

Personalmente non credo nelle petizioni, nel fatto che facendo un clic si possa risolvere qualcosa, ma è stata indetta una petizione da varie associazioni che, se volete, potete sottoscrivere per fermare questa proposta: potete trovare tutte le informazioni al riguardo su un sito, aperto ad hoc, che si chiama RespectOurPrivacy.

 

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AUTHOR - Redazione

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