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La pubblicità online continua a crescere, si preferisce il video, directory in calo

La pubblicità, possiamo dire, è il motore di internet. Internet è, per molti versi, completamente gratuito, non dobbiamo pagare alcunché per utilizzare servizi come Facebook o Youtube, ma dobbiamo comunque “pagare pegno” in qualche modo: lo facciamo guardando gli annunci pubblicitari che ci vengono proposti, le cui aziende produttrici degli spot pagano a loro volta il servizio. Più utenti il servizio ha, più prende valore perché permette di essere più conosciuto, più le pubblicità costeranno. Succedeva in passato con la TV, succede oggi con l’online.

Si, perché come riporta una ricerca Nielsen, la pubblicità online continua a crescere rispetto agli anni passati, e raggiungerà a breve un giro d’affari di 2,2 miliardi di euro. Una crescita totale dell’8% rispetto all’anno passato, che non crea solamente reddito per le agenzie pubblicitarie ma che riesce a creare anche posti di lavoro online, se vogliamo vederla in questo modo. E questo non è un male.

Ma la ricerca riporta anche dati interessanti sulla tipologia di pubblicità che gli investitori preferiscono: in assoluto, la più utilizzata è quella dei social, che cresce addirittura del 46%. Come a dire che gli utenti si “acchiappano” molto bene su Facebook e Twitter (oddio, più su Facebook che su Twitter) e che se si deve pubblicizzare il nostro servizio vale la pena di aprire una pagina Facebook e, ovviamente, un sito abbinato (per maggiori informazioni su questo punto potete consultare la pagina apposita di Hosting99 dalla quale potrete iniziare a creare il vostro sito).

Al secondo posto in termini di crescita abbiamo poi la pubblicità video, che cresce addirittura del 16%, considerando che per fare una buona campagna di video ci vogliono dei soldi rispetto allo scrivere una semplice frase su Facebook, quindi è un po’ fuori dalla portata delle persone comuni o delle piccole aziende. In ogni caso, anche qui si vede come questo tipo di contenuti attiri gli utenti che sono molto spesso obbligati a guardarli prima di poter visualizzare un video a cui sono interessati. E in un video, anche breve, si spiegano molte cose, e dovendo essere visto “per forza” possiamo essere più sicuri di colpire gli utenti.

Crescono poco invece i banner, forse perché con la mania di fare siti quanto più puliti e minimal possibile si cerca di tenere pochi banner ma buoni, si chiedono grandi cifre e spesso gli investitori non sono molto portati a scegliere questo tipo di pubblicità. Infine sono in caduta, meno 8%, le directory, quei “cataloghi online” che consentono di indicizzare meglio il nostro sito sui motori di ricerca. Forse perché sono cose più “meccaniche” che umane, e forse perché ormai ci sono iscritti praticamente tutti e non se ne trae troppo vantaggio, per cui gli investitori scelgono di abbandonarle.

Insomma, la tendenza è quella di cercare una pubblicità più umana, più personalizzata, più completa e più mirata per tipologia di utente, piuttosto che cercare di “prendere chi passa” dai vari siti. Altra chiara indicazione di come l’online stia diventando sempre più centrale nella vita delle persone.

 

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AUTHOR - Redazione

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