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Non solo problemi per lo stadio: A.S. Roma denuncia chi sfrutta il marchio tramite domini

Le dispute legali per i domini generalmente sono questioni che non vengono troppo alla luce, nemmeno nelle questioni commerciali. Eppure ad alcune società da fastidio che le persone utilizzino il loro marchio per farsi pubblicità; in certi casi questo è comprensibile (se qualcuno sfruttasse il nome Apple per pubblicizzare i suoi prodotti danneggerebbe la società) mentre in altri, per quanto non sia comunque permesso dalla legge, questo giova alla società.

Questo secondo caso riguarda personaggi pubblici, politica e anche lo sport: se io sono appassionato della squadra X e apro un sito che ne parla, altro non farò che pubblicizzare la squadra e magari portare persone nel suo stadio, che è un guadagno per la società. A.S. Roma, però, la società che gestisce la squadra di calcio della Roma, non la pensa così e se la prende con i fan che sfruttano le parole A.S. Roma nei loro domini.

L’ultima disputa legale, affrontata dal tribunale di Milano, riguarda il dominio as.roma.it, dominio di secondo livello che sfrutta appunto la notorietà del marchio ed è un blog che da semplicemente notizie sulla squadra della Roma. Secondo la società, questo marchio sfrutterebbe il suo nome per trarne profitto, per cui alla Roma dovrebbero essere pagati i diritti per lo sfruttamento.

Altro caso simile è quello del sito asromaradio.it, che era (in questo caso era) una web radio dedicata alle notizie sempre sulla squadra della capitale, perché anche il proprietario di questo sito non avrebbe dovuto sfruttare i diritti del marchio della società, secondo la Roma.

Le due risoluzioni hanno avuto esiti differenti in tribunale: as.roma.it è ancora attivo come blog a parte, mentre asromaradio.it adesso fa parte del sito ufficiale della Roma in quanto trasferito per ordine del tribunale.

La causa di queste sentenze diametralmente opposte è che i giudici hanno valutato come distinte le due parole “as” e “roma” nel primo caso: la Roma non può, infatti, vietare l’utilizzo delle due lettere “As”, nemmeno se sono associate al suo nome in altra parte dell’indirizzo; nell’altro caso, invece, “asroma” erano una di seguito all’altra, motivo per cui il proprietario stava effettivamente sfruttando il marchio della società romana.

Questa sentenza, peraltro italiana, costituisce un importante precedente per chi registra domini con nomi registrati: un dominio di secondo livello, in cui il marchio venga “spezzato” dal punto non è considerabile come una violazione dei diritti di proprietà, mentre una parola unica che ricalca il marchio non lo è. E bisogna fare attenzione, perché per quanto le società lascino usare il proprio marchio registrato a chi le pubblicizza (quanti siti a tema iPhone, che sfruttano il nome iPhone, nel dominio, ci sono? Eppure Apple non li denuncia, perché parlano bene del suo telefono!), qualcuno si comporta in modo diverso, in casi come questo. Casi che è importante conoscere, quando si ha un sito web, per evitare di incappare in problemi legali dopo la registrazione.

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AUTHOR - Redazione

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