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Notizie false su internet: Google e Facebook iniziano a prendere provvedimenti

La vittoria di Donld Trump alle elezioni americane è stata inaspettata per molti versi, perché tutti, prima dell’8 Novembre, davano per scontato che avrebbe vinto la sua rivale Clinton. Interrogandosi sul perché il magnate abbia ottenuto così tanti voti da vincere le elezioni, molti hanno fatto ricadere la colpa sui principali colossi della rete, tra cui Facebook e Google.

Secondo alcuni, infatti, sarebbero stati proprio questi social a spianare la strada a Trump, permettendo la pubblicazione di notizie false; difficile dirlo, perché a tutti gli effetti né uno né l’altro sono giornali o simili, ma siti che, semplicemente, si limitano ad aggregare le notizie pubblicate però da altri.

Chiaramente, un primo ostacolo ad un’azione contro le notizie false è quello per il quae è impossibile capire con un algoritmo quali siano le notizie false e quali siano le notizie vere (anche perché una notizia può non essere del tutto falsa o del tutto vera, perché se io dico che “l’acqua bolle a 100 gradi ed è arancione” ho detto una cosa vera ma solo per metà); ancora più impossibile, poi, è che qualcuno scandagli tutte le notizie che ci sono sul web e ne verifichi la veridicità.

Ovviamente, le aziende hanno respinto tutte le accuse, perché non è colpa loro se altri pubblicano notizie ingannevoli, ma stanno prendendo in via non ufficiale dei provvedimenti, che è importante conoscere anche da utenti, non tanto perché le persone facciano i siti per pubblicare notizie false (ci mancherebbe) quanto perché per alcune cose che si scrivono potrebbe non esistere una verità assoluta. E non sappiamo come verranno trattati siti con contenuti ambigui in termini di veridicità delle informazioni (se io dico che la noce moscata fa bene, ho detto una cosa vera o falsa? Perché a basse dosi fa bene, ad alte dosi è velenosa per l’uomo, per cui…).

  • Facebook impedirà, in futuro, la pubblicità ai siti che conterranno informazioni false. Un sito che pubblica informazioni false non potrà, insomma, farsi pubblicità su Facebook, e i contenuti dovrebbero diffondersi più lentamente. Il social però non farà nulla contro le bufale condivise dagli utenti, perché le condivisioni stanno alla base di Facebook.
  • Google prenderà invece provvedimenti più concreti, che toglieranno dal circuito Adsense i siti che pubblicano notizie false. Infatti se un sito pubblica notizie false gli utenti possono segnalarlo, e Google gli bloccherà i pagamenti delle pubblicità: a quel punto, il sito non avendo entrate morirà presto, e questo dovrebbe risolvere il problema.

Saranno risolutivi questi interventi? Purtroppo, solo il tempo riuscirà a stabilirlo…

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AUTHOR - Redazione

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