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Kurdish-inhabited_area_by_CIA_(1992)

Quando internet diventa una questione politica: arriva il dominio .krd dei Curdi Iracheni

Tutti i giorni, a causa soprattutto dei problemi legati all’immigrazione, sentiamo parlare della guerra civile Siriana, uno dei conflitti più violenti degli ultimi tempi. Un conflitto in cui parte importante la fanno i Curdi, una popolazione che occupa parti dei territori della Siria, dell’Iran e della Turchia che da anni cercano di diventare uno stato indipendente dagli altri, nella difesa di una nazione autoproclamata che, di fatto, non viene riconosciuta dagli altri paesi. Una situazione scottante, che ha conseguenze anche molto violente, conseguenze che ben conosciamo ogni giorno grazie ai mezzi di informazione.

Uno scenario politico fragile ed instabile, a cui prende parte anche l’universo di internet, e in particolare quello dei domini: infatti, ICANN, l’organizzazione americana che si occupa di gestire l’assegnazione dei domini di primo livello, e ne supervisiona la stessa (che viene fisicamente effettuata dai Registry) ha concesso la possibilità di  registrazione dei domini .krd, ovvero del dominio nazionale del Kurdistan Iracheno.

In realtà in questo caso non si tratta proprio della concessione di un dominio nazionale, perché il dominio delle nazioni è generalmente composto da sole due lettere, quindi questo dominio a tre lettere è da considerarsi, dal punto di vista di ICANN, un dominio generico come tutti gli altri con poche differenze. E il fatto che se viene avanzata una richiesta ad ICANN e questa richiesta non viola le regole di base, dello statuto, dell’organizzazione stessa, e questa possa essere accettata senza problemi per evitare discriminazioni tra i richiedenti, ha fatto sì che la concessione fosse attivata senza alcun problema particolare.

I l’Iran, chiaramente, ha inviato protesta formale ad ICANN, proprio perché ha concesso un dominio del genere fomentando di fatto sentimenti nazionalisti in quella che è una parte ribelle del proprio territorio; nel frattempo, i curdi hanno creato siti istituzionali come www.gov.krd o www.presidency.krd per ufficializzare la loro posizione che, ricordiamo, essere tutt’altro che ufficiale.

Perché questa assegnazione non creerà problemi politici solamente con l’Iran, che si è dichiarata “parte in causa” ma anche con un altro stato indipendente non riconosciuto che è l’ISIS, che già sta accusando i curdi di voler sottrarre territori all’Iran e alla Turchia. Uno scenario, insomma, non proprio ottimale che potrebbe avere conseguenze non indifferenti in una situazione politica già instabile.

Peraltro, ICANN non è nuova a rilasciare autorizzazioni di questi tipo: già diversi mesi fa, infatti, la Catalogna, stato indipendentista non ufficiale che si trova molto vicino a noi, in Spagna, in cui i sentimenti nazionali sono così sentiti tanto da avere una lingua diversa dallo spagnolo ufficiale, aveva ottenuto il suo dominio, .cat; la situazione chiaramente non è grave come nel caso del Kurdistan, ma dimostra molto bene come anche internet possa, in questi anni, diventare importante nel bilanciamento degli scenari geopolitici attuali.

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AUTHOR - Redazione

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