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Twitter rimuove il limite di 140 caratteri nei messaggi privati: sfruttiamolo, ma con umanità

La notizia sicuramente la avrete letta, perché per chi si intende di informatica e di web rappresenta una vera e propria rivoluzione: Twitter rimuove il limite dei 140 caratteri, che da sempre lo ha contraddistinto perché gli utenti dovevano dire molto in pochissime parole a disposizione.

C’è da dire che questo limite non è stato rimosso dappertutto, quindi l’essenza del social network rimane: infatti si potrà rompere il limite dei caratteri solamente nei messaggi privati, quelli che si inviano agli utenti singoli per dire qualcosa di diretto, e non su quelli pubblici e visibili a tutti i nostri follower.

Da frequentatore di Twitter mi sono reso conto che molte aziende, quando per qualche motivo inizi a seguirle, ti inviano un bel messaggio privato, ovviamente telegrafico perché per adesso ancora con il limite sulle spalle, che ti dice 4-5 parole e ti lascia un bel link da premere. Link che, puntualmente, non visito mai. E ovviamente l’azienda non si fa più sentire, perché non ci vuole molto a capire che si tratta di un risponditore automatico.

In realtà la rottura del limite dei 140 caratteri può essere sfruttata da qualsiasi azienda o servizio a scopi pubblicitari, ma a mio avviso c’è bisogno di più umanità nel farlo. È vero, l’umanità comporta una certa perdita di tempo, ma fa in modo che i clienti si sentano considerati dall’azienda, fa capire che dietro l’azienda ci sono delle persone con cui si può parlare.

Per cui, evitiamo i risponditori automatici per inviare messaggi privati che sembrano canti di Dante non appena il limite verrà rimosso dalla società, ma lavoriamo in un modo più umano ed anche più intelligente.

Prepariamo quindi una piccola “lettera di presentazione”, scrivendo qualcosa che possa essere utile agli utenti. Più una parte iniziale variabile per ogni singolo utente.

Creiamo qualcosa strutturato in questo modo:

  • “INTRO (vedremo dopo). La nostra azienda si occupa di vendita di prodotti per la cura e per la bellezza, che possono essere utili nella vita di ogni giorno per far vedere a chi si trova davanti a te che sei una persona fresca, viva e vitale. Prova la nostra Aloe Vera, i nostri succhi rigeneranti e le nostre crema di bellezza. Vieni su www…”

Questa è una pubblicità normalissima, nulla di trascendentale. Ma supponiamo di avere un nuovo follower su Twitter: entriamo nel suo profilo, leggiamo la sua descrizione e diamo un’occhiata ai suoi tweet. Impiegheremo pochissimo tempo. E potremo sostituire la parola “INTRO”, di volta in volta, con fresi del tipo:

  • “Ciao Cristina, ho visto che sei una blogger. Ti fai dei selfie, ed è importante che la tua immagine sia sempre molto curata”;

Oppure:

  • “Ciao Marco, vedo che sei un barman. Stare dietro il bancone per tutto il giorno sarà sicuramente stancante, e non devi dare l’impressione di essere stanco ai tuoi clienti”.

Adesso unite una di queste due frasi al discorso che avevamo scritto sopra e guardate il risultato. Non vi stupite di quanto sia personale la pubblicità? Del resto, se avete anche una ventina di follower a settimana, è un lavoretto facilissimo che si fa “a scappatempo”, ma che riesce a fidelizzare i clienti alla nostra attività in men che non si dica. Provare per credere.

 

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AUTHOR - Redazione

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