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Una diatriba legale che dura da anni impedisce ancora la registrazione del dominio .africa

A fianco dei domini nazionali che sono disponibili ormai da diversi anni, da un po’ di tempo come ben sappiamo si sono affiancati anche una serie di domini alternativi, che fanno riferimento a una professione, a un luogo, ad una certa categoria di persone. Lo sappiamo perché ne parliamo spesso anche sulle nostre pagine, ma grande importanza stanno avendo in questi anni anche i domini continentali, come il .eu che fa riferimento all’Europa e il .asia che fa riferimento al continente asiatico.

Nomi importanti in un mondo sempre più globalizzato e che spesso non ha barriere, a cui però, per motivi legali, non si affianca il dominio .Africa, ormai da quattro anni in fase di avvio per le registrazioni con una diatriba legale che, però, non vuol saperne di sbloccarsi.

Il dominio, infatti, è stato richiesto ad ICANN ormai quattro anni fa, e la società che gestisce i domini di primo livello in ambito internazionale ha dato il via, come accade di consueto, ad un’asta il cui vincitore avrebbe avuto la facoltà di registrare questo tipo di domini. Una procedura normale, vinta da un Registry con sede in Africa. Sennonché questa decisione non è andata già al Registry americano che ha partecipato all’asta pur senza vincerla, richiedendo un ricorso contro il vincitore per motivi non ben specificati.

Non specificati ma chiari, visto che un dominio che fa riferimento ad un intero continente potrebbe chiaramente avere un risalto davvero importante nel panorama internazionale, e portare tantissime registrazioni che, per la società che registra i nomi, possono tradursi in guadagni davvero importanti. Quando c’è in gioco un “piatto” del genere, è chiaro come qualunque cavillo sia buono per ricorrere alle opportune sedi ed invalidare, o almeno provarci, la validità di un concorso.

Così al momento il dominio .africa si trova incastrato in una battaglia legale che qualcuno vuole far proseguire il più possibile; è proprio di questi giorni la notizia che l’udienza del giudice è stata rimandata, a data da destinarsi, dopo già continui rimandi. ICANN, chiaramente, non dice nulla ma è chiaro come ci siano delle pressioni che cerchino di non far risolvere il problema. Problema che, più che da altri fattori, deriva dal fatto che esista un paese (gli Stati Uniti) che di fatto controlla la registrazione di tutti i domini Web a livello mondiale.

E nonostante sia iniziata la “denazionalizzazione” di ICANN, l’ente che controlla le registrazioni, l’ultima parola per questo passo spetta al… Governo degli Stati Uniti. Che non sappiamo se voterà a favore o contro, e da questa decisione potrebbe dipendere il destino di molte aziende Africane che altro non vogliono che ritagliare il loro posto nel mondo del Web.

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AUTHOR - Redazione

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