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Whatsapp diventa gratis per tutti: come cambierà il modello di business?

La notizia che è apparsa in internet ieri, in serata, e che ha fatto felici moltissimi utenti, è quella per cui Whatsapp sarà d’ora in avanti gratuito per tutti, e per sempre.

Una novità non da poco, e non tanto perché l’app fosse prima a pagamento, perché il prezzo che si pagava era veramente irrisorio, quanto perché molti utenti non avevano collegato la loro carta di credito al proprio conto per una questione di sicurezza, e per loro pagare quel singolo euro era una difficoltà piuttosto ardua da superare.

Una difficoltà che, da oggi, non c’è più, perché la società ha deciso di non far più pagare quella cifra che, del resto, non era nemmeno obbligatorio pagare (gli utenti si erano accorti che, se non pagavano, dopo qualche giorno il servizio si riattivava da solo, perché per la società era più conveniente tenere l’utente che non perdere un euro).

Questo significa che comunque la società sta perdendo un importante mezzo di finanziamento, perché con 400 milioni di utenti attivi se anche solo un quarto avesse pagato l’abbonamento sarebbero stati comunque 100 milioni di euro all’anno di entrate, che non sono proprio pochissime. Entrate che, nel prossimo futuro (bisogna aspettare gli aggiornamenti) non ci saranno più.

Il nuovo modello di business di Whatsapp, quindi, per adesso è ancora velato ma non così tanto, e si basa sul fatto che Whatsapp intende vendere i suoi tantissimi utenti alle aziende: in pratica, ci sarà una distinzione tra gli account dei privati, quelli che sono diventati gratuiti, e gli account aziendali, che invece dovranno pagare per poter essere creati.

Avere un’account aziendale su Whatsapp consentirà a società come negozi, banche, società di trasporti, anche aerei, e così via di poter comunicare direttamente con gli utenti offrendo un servizio migliore rispetto al passato.

Questo potrebbe essere un servizio (del tipo che io posso fare domande al banchiere e lui mi risponde su Whatsapp, oppure Whatsapp mi invia una notifica automatica quando prelevo dalla carta) oppure potrebbe diventare una forma pubblicitaria (la banca ha il mio numero di telefono, quindi il mio Whatsapp e mi manda la pubblicità); quale di queste due strade verrà intrapresa ancora non lo sappiamo, ma bisogna considerare che la società ha detto che non si finanzierà con la pubblicità.

Il che è un messaggio un po’ criptico, perché potrebbe semplicemente voler dire “non inserire annunci pubblicitari nell’app” come succede per tante altre applicazioni, ma se la pubblicità poi se la fa la banca per conto proprio, beh… non siamo stati noi.

Comunque sia, per adesso siamo in bilico, anche se ovviamente continueremo a seguire la faccenda: per le aziende, e anche per chi gestisce un sito, poter comunicare via Whatsapp con i propri utenti, visto che lo utilizzano tutti, non sarebbe certo una brutta cosa, anzi: sarebbe qualcosa per cui molti sarebbero disposti a pagare. E probabilmente, in futuro, potranno farlo.

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AUTHOR - Redazione

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