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Distribuzione degli utenti social: quale fascia di popolazione li utilizza nel 2016?

Fino a qualche anno fa, vedere la nonna che gira su Facebook mentre prepara le lasagne per tutti i figli-lavoratori era un’utopia. Oggi, invece, esistono nonne che non preparano più le lasagne e preferiscono le insalate in busta, perché occupano tempo a… stare su Facebook.

Effettivamente, il mondo sta cambiando, e con esso sta cambiando anche la popolazione che utilizza i social network: questo si ripercuote anche nel marketing e nello sfruttare proprio i social per pubblicizzare questi prodotti.

Se guardiamo i programmi del mattino in televisione, ci rendiamo conto che non vengono mai pubblicizzati gli smartphone: gli spot riguardano tutti montascale, apparecchi acustici, oggettistica religiosa, insomma tutti prodotti tipicamente “da anziani”, proposti da aziende che mai si sognerebbero di pubblicizzare le loro proposte su Facebook: questo, in futuro, potrebbe cambiare.

Emerge infatti da uno studio sulla popolazione americana (aspettando quello sulla popolazione italiana) che utilizza i social network: il risultato è ch tutte le persone, indipendentemente da etnia, età e residenza stanno incrementando l’utilizzo dei social network.

Dai risultati della ricerca, infatti, sono emersi una serie di punti molto interessanti, come i seguenti:

  • Se (e lo sapevamo) sono iscritti ai social il 90% dei giovani dai 18 ai 29 anni, il numero degli over 65 iscritti è aumentato del 300% dal 2010, quando era iscritto solamente il 10% delle persone di quell’età, mentre adesso siamo arrivati al 35% (insomma, un terzo degli ultrasessantacinquenni è su Facebook).
  • Le donne utilizzano i social più degli uomini, anche se la differenza tra i due sessi è davvero poca, infatti li utilizzano il 68% delle donne ed il 62% degli uomini.
  • Non di sono differenze particolari nemmeno per quanto riguarda le fasce di reddito, visto che nonostante coloro che hanno un reddito alto utilizzino maggiormente i social, magari anche per motivi lavorativi, il divario non è così alto per le persone e le famiglie che hanno un reddito medio o basso, motivo per cui non si possono prendere in considerazione particolari differenze in questo senso.
  • Per quanto riguarda le differenze di residenza, tra abitanti delle città ed abitanti delle zone rurali, anche in questo caso le differenze evidenziate sono veramente poche, perché (nonostante i problemi di connessione) l’utilizzo dei social, spesso molto attenti alla navigabilità anche nelle zone dove le connessioni sono più lente, è molto simile rispetto ai posti che hanno connessioni più veloci.

Da questa analisi emerge chiaramente come qualunque utilizzo di tipo pubblicitario vogliamo fare dei social network, possiamo farlo senza alcun problema, anche quello che riguarda prodotti per anziani, che forse sono la fascia più “differente” in termini di utilizzo di queste piattaforme.

Con il fatto che la pubblicità è, in questo senso, altamente personalizzabile, sicuramente non troveremo particolari problemi nel trarne tutti i vsntaggi possibili.

 

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AUTHOR - Redazione

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