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Social Network e aziende: ecco come evitare i problemi

Spesso, sulle nostre pagine, parliamo dei social network e del loro utilizzo relativamente all’ambito aziendale. Un utilizzo che può essere molto comodo, e può avere i suoi frutti tra l’altro, ma che può portare anche a una serie di problemi, problemi che sarebbe meglio poter evitare.

Infatti, le informazioni che si danno agli utenti sono sempre in qualche modo un’arma a doppio taglio: da una parte sono un modo per far sapere che cosa facciamo, dall’altra un modo per i nostri eventuali concorrenti di copiarci e batterci sul tempo. Facciamo anche un esempio molto semplice come quello di un ristorante: se noi stiamo inventando dei piatti, o iniziando una collaborazione con un’attività di altro tipo, un ristorante concorrente potrebbe batterci sul tempo. Rivelare tutto a cose fatte ovviamente si deve fare, ma rivelare le cose troppo presto significa potercele far soffiare sotto il naso.

Ma se il buon dirigente, chiaramente, non svelerà troppo, questo potrebbero farlo i dipendenti, perché non facciamoci illusioni: tutti i dipendenti usano i social, e tutti i dipendenti scrivono qualcosa del loro lavoro sui propri canali personali.

Per questo motivo, chi si occupa di un’azienda deve saper insegnare ai propri dipendenti come utilizzare i social relativamente all’ambito lavorativo: se non sa farlo, infatti, i rischi sono molto importanti. Alcune regole da seguire possono essere queste:

  • Fare un piccolo corso, con il rilascio di qualche pagina stampata, che dica ai dipendenti che cosa possono e che cosa non devono inserire sui social relativamente al loro lavoro. Un dipendente può pensare non ci sia niente di male a mettere magari una certa fotografia, mentre per chi dirige c’è molto di male: ma le cose vanno dette, ci vuole comunicazione, prima che succeda qualcosa che è meglio non succeda.
  • Spiegare che sui social come Facebook (quinda noi è il più utilizzato, tanto) esistono le impostazioni per la privacy: spiegare come inserirle e dire a che cosa servono aiuta molto a limitare le potenziali “fughe di informazioni” da parte dei dipendenti, perché se ciò che pubblicano non è più pubblico ma è ristretto ad una cerchia di amici sono meno probabili gli spionaggi esterni.
  • È meglio non vietare i social network in ufficio o in azienda categoricamente: tanto i dipendenti vanno in bagno pur di controllare gli aggiornamenti di Facebook. Per cui, piuttosto che vietare (ove questo non influisca con la produttività, ovviamente) meglio spiegare che, magari, non devono mettere foto, nemmeno dei loro colleghi; se do la possibilità di leggere Facebook ma non di fare foto ci sta che mi rispettino, mentre se vieto proprio tutto c’è il rischio che sui social non solo i dipendenti ci vadano, ma anche che facciano le foto come per dire “hai visto, capo? Ti ho fregato!”. E ciò è controproducente.
  • Dire ai dipendenti quali sono i rischi per l’azienda derivanti da informazioni non autorizzate sui social: può sembrare ovvio, ma ribadire che se loro a fine mese portano a casa lo stipendio è per merito dell’azienda, e che se non contribuiscono al suo bene (anche con la correttezza) potrebbero ritrovarsi senza, di solito è una frase ad effetto che ha la sua efficacia. Quando inizi a toccare i soldi, la visione delle cose cambia. Anche la visione di Facebook.

 

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AUTHOR - Redazione

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