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Abbandono del carrello in eCommerce: ecco le cause più comuni e come risolvere

Per chi ha un sito eCommerce, una delle cose in assoluto più importanti è il fatto che i clienti acquistino, per il corretto funzionamento dello Shop. Eppure, anche se siamo stati bravi dal punto di vista del marketing ed abbiamo attratto un bel po’ di utenti sul nostro sito, che magari hanno selezionato qualche prodotto, ci rendiamo conto di un fenomeno piuttosto pesante per un eCommerce: l’abbandono del carrello.

Quando una persona acquista, o meglio intende acquistare, mette gli oggetti che vuole comprare in un “carrello” virtuale che poi servirà da riepilogo. Ecco, semplicemente quel carrello a volte rimane lì, senza che i prodotti poi vengano acquistati.

Un interessante studio ci svela i motivi per cui gli utenti, generalmente, abbandonano il carrello, che è il seguente:

  • Il 58% abbandona perché i costi di spedizione rendono il totale troppo alto;
  • Il 57% vuole solo farsi un’idea dei costi;
  • Il 55% non mette i prodotti per acquistare, ma utilizza il carrello come “wishlist”;
  • Il 50% lascia perdere perché non raggiunge la soglia tale da poter beneficiare delle spedizioni gratuite;
  • Il 37% scopre dei costi di spedizione solo alla fine della procedura di acquisto;
  • Il 28% non vuole registrarsi;
  • Il 25% non trova modalità di pagamento a lui consone.

Da questi dati possiamo vedere come, per prima cosa, molti utenti abbiano problemi di vario tipo con i costi di spedizione.

I costi di spedizione sono molto fastidiosi, perché rendono più alto il prezzo di cui ci eravamo fatti un’idea, e alla fine generalmente si preferisce il prodotto che costa 50 euro ma senza spese di spedizione di quello che ne costa 45 con 5 euro di spese. È vero, sono la stessa cifra, ma nella mente di chi acquista sono differenti.

Il consiglio, che poi è banale, è quello di offrire la spedizione gratuita a tutti: è un magheggio, alzare i prezzi per dare la spedizione gratuita, ma agli occhi degli utenti le cose cambiano. Peraltro, scoprire i costi di spedizione solo alla fine è una delle cose più fastidiose.

Per chi utilizza il carrello come Whishlist, come lista dei desideri, di solito il rimedio all’abbandono sono le email personalizzate, come “Il tuo carrello aspetta di essere a tua disposizione”: può sembrare una cosa stupida ma ricordare che c’è un acquisto in sospeso, visto che comunque è un carrello carico di “Desideri”, a volte funziona. Bisogna ricordare agli utenti dei loro acquisti se vogliamo che li portino a termine.

Per il discorso registrazione, bisognerebbe chiederla solo alla fine e non all’inizio: prima si fa riempire il carrello, poi si chiedono i dati quando ormai l’utente ha faticato per riempire il suo carrello della spesa.

Infine, il metodo di pagamento: assolutamente sempre controllare la presenza di due metodi, Paypal, che ormai è universale e ce l’hanno tutti, e il contrassegno, essenziale per coloro che non si fidano degli acquisti online (e in Italia sono ancora tanti…).

Sono piccolezze, ma possono fare la differenza tra acquistare e non acquistare: insomma, non vanno sottovalutate, perché potrebbero veramente fare la differenza per il buon funzionamento del nostro eCommerce.

 

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AUTHOR - Redazione

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