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Capire il proprio pubblico è il primo passo per creare un blog che venga seguito

I grandi scrittori sono per prima cosa grandi lettori. Non può che essere così. Perché tutti abbiamo delle idee, che vorremmo condividere con gli altri, e qualcuno un po’ più intraprendente di altri lo fa per scritto. Ma scrivere solamente tutto ciò che ci passa per la testa non è un modo efficiente di guadagnare lettori, quindi di ottenere visite al proprio sito e, magari, guadagnare con la pubblicità e vendere i nostri servizi. Perché prima di scrivere qualunque cosa è importante capire il pubblico che segue il nostro sito, che visita il blog per leggere gli aggiornamenti ogni giorno e per fare in modo che quel pubblico non ci abbandoni e, anzi, rimanga con noi.

Perché io posso anche essere appassionato di qualunque cosa, ed avere un sito visitato, ma potrei proporre articoli che non interessano al mio pubblico a volte perché, semplicemente, sono troppo specifici. Facciamo un esempio: ho un sito di cucina, dove faccio delle ricette semplici che le persone vengono a leggere per riproporre. Io posso mettermi anche a scrivere della differenza botanica che intercorre tra Allium cepa e Allium sativum, che poi sono due ingredienti che si utilizzano molto in cucina, l’aglio e la cipolla. Ma chiaramente se ne parlo in termini di sapore delle ricette è una cosa, in termini botanici è decisamente un altra.

Stesso tema, quindi, ma pubblici diversi. Su un sito di agronomia, quell’articolo sarebbe stato splendido, ma su un sito di cucina non incastra nulla.

Per capire quali sono gli argomenti più interessanti del nostro sito, abbiamo vari strumenti. Il primo sono le visite, che però contano poco perché magari le persone potrebbero essere spinte da un titolo accattivante e poi l’articolo non gli piace. Poi ci sono i “mi piace” su Facebook, che sono azioni attive. Un utente ha specificamente cliccato su un tasto ad indice che l’articolo gli è piaciuto. Bisogna fermarci al numero di “mi piace”? Ovviamente, no.

Bisogna vedere chi sono le persone a cui l’articolo è piaciuto. Sono ragazzine? Sono uomini di mezza età? Sono padri di famiglia? Vediamo le idee, gli interessi, che cosa pubblicano queste persone (ovviamente quelle con un profilo visitabile). Di lavoro aggiusto le caldaie ed ho un blog? Chi lo legge? I miei clienti che vogliono tenere la caldaia in funzione, gente appassionata di bricolage che cerca di risolvere da sola i propri problemi (quelli piccoli), oppure persone che non sanno nulla di caldaie e che mettono la loro “vita caldaistica” nelle mie mani?

In base a quale sia la risposta, i miei articoli dovranno cambiare: nel primo caso parlerò di offerte, promozioni, rottamazioni delle vecchie caldaie, controllo dei fumi; nel secondo di cose molto specifiche, quasi tecniche, come quale sia il cacciavite migliore (boh) per togliere il pannello della caldaia; nel terzo parlerò di cose semplicissime, tipo “cosa fare quando si accende la spia blu”, delle FAQ insomma.

E questo può aumentare o diminuire il numero di visite al mio sito e di conseguenza il numero dei miei clienti: non è una cosa da sottovalutare, e vale la pena di perdere un po’ di tempo per capire quali siano le persone che ci seguono.

 

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AUTHOR - Redazione

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