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Come creare un video virale per pubblicizzare i nostri prodotti

È inutile girarci intorno. Con internet sempre più diffuso, e le connessioni sempre più veloci, i video su internet vengono sempre più apprezzati dagli utenti che, spesso, la televisione non la guardano proprio più come invece succedeva qualche anno fa. Con siti come Youtube o Vimeo a farla da padroni, è chiaro che se dobbiamo pubblicizzare il nostro prodotto, o il nostro servizio, i video vanno quantomeno presi in considerazione.

Ora, non possiamo fare un video di un ora e mezza che spieghi tutti i vantaggi del nostro prodotto, magari con l’illustre professore universitario che spiega i vantaggi scientifici con tanti bei termini difficili: avrebbe forse sette, otto visualizzazioni. Non ripagherebbe nemmeno il tempo, se non i soldi, che ci abbiamo investito.

I video di oggi devono essere corti, freschi, divertenti. Vale la pena di prendere in considerazione di farli fare a dei ragazzi, giovani, di vent’anni, invece di rivolgersi ai “massimi esperti di cinematografia” che di anni ne hanno sessanta.

Internet lo utilizzano i giovani, e sono i giovani stessi che conoscono i gusti dei giovani, e ce ne sono tantissimi, bravissimi, che possono fare brevi video con il loro stile. Già conosciuto dagli internauti, e magari pubblicizzarlo sul proprio canale per far conoscere il nostro prodotto molto meglio di quanto la nostra stessa azienda potrebbe fare.

Il video dovrebbe catturare la nostra attenzione, così come quella degli utenti, nei primi cinque secondi. Lo so che sono pochissimi, ma è il tempo che ci vuole a far decidere all’utente di guardarlo o di premere “salta annuncio” (se siamo su Youtube) o scorrere la pagina (se siamo su Facebook). A proposito di quest’ultimo, vale la pena ricordare che conta il video, non il suono: anche se su Facebook c’è la riproduzione automatica, i video vengono riprodotti muti, senza audio, finché non ci sarà un’azione attiva da parte degli utenti.

La durata totale non deve superare il minuto e mezzo, e visto che questo tipo di promozione è fatta per incuriosire, quindi non per pubblicizzare direttamente ma indirettamente, un prodotto, i riferimenti all’azienda o al prodotto da pubblicizzare devono essere a fine video, non all’inizio. Strano?

Non troppo. Del resto immaginate la situazione: un ragazzo arriva a casa e va su Facebook, e comincia a scorrere la sua bacheca.

  • Vede un video dove per tre secondi viene mostrato il nostro logo: “che palle” e scorre la pagina. Perso un cliente, in un ventesimo di minuto.
  • Vede un video dove un tizio tira un pugno e spacca i denti all’altro: “ehi, che cavolo sta facendo quello?” e si mette a guardare il video. Poi magari l’altro si ritira su, con i denti bianchi e splendenti, ed è la pubblicità di un dentifricio che li rafforza (esempio buttato lì). Lui avrà visto la nostra pubblicità, ed è comunque un potenziale cliente. Se, poi, alla fine del video mettiamo un piccolo replay, al rallentatore, una cosa che era all’inizio ma non si notava, e lui deve rimandare indietro il video “fammelo rivedere!”, una doppia visione significa spesso e volentieri una condivisione per farlo vedere anche agli altri. Quindi, altri clienti per noi.

Insomma, la creazione di video pubblicitari non è sicuramente una cosa semplice, ma soprattutto ha una concezione estremamente diversa dalla pubblicità classica, quella televisiva o radiofonica, e ad intendersene è principalmente chi su internet ci vive, i ragazzi, come dicevo prima.

Per un’azienda che voglia intraprendere questo tipo di pubblicità è quindi molto importante evitare una serie di errori. Errori che, se avete la pazienza di tornare sulle nostre pagine il prossimo Lunedì, vi elencheremo e soprattutto vi spiegheremo come evitare. Perché la creazione di video virali sembra una cosa semplice, ma non lo è affatto.

 

 

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AUTHOR - Redazione

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