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Creare video virali: ecco gli errori più comuni da evitare

Lo scorso venerdì ci siamo occupati di video virali e della loro creazione, che può essere considerata un vero e proprio investimento pubblicitario per un’azienda. Perché, come dicevamo, creare un video virale, corto, fresco, spesso e volentieri divertente o umoristico per attirare l’attenzione, è un’arte totalmente nuova e propria di questi ultimi anni. Ci sono esperti pubblicitari, registi di spot televisivi, che proprio non riescono a capire internet, semplicemente per il fatto che, spesso, non lo vivono fino in fondo.

Per questo le aziende che vogliono pubblicizzare un prodotto, specialmente se sono piccole, spesso affidano la loro pubblicità a delle agenzie pubblicitarie, magari bravissime nella pubblicità classica, ma non molto in gamba nel creare questo tipo di pubblicità.

Qui noi vi elenchiamo una serie di errori comuni nella creazione dei video virali, errori che devono essere evitati in tutti i modi, articolo che serve un po’ anche per controllare se la persona a cui affidiamo la creazione del nostro video sia preparata o meno per la creazione di video virali.

  • È importantissimo evitare i video noiosi. I video devono essere corti, ma a volte anche un video che è corto, che dura un minuto, può essere noioso. Una prova semplice della “noiosità” può essere fatta in questo modo. Senza dire nulla a nessuno, andiamo da un collega a caso con il nostro cellulare e gli diciamo “guarda bello questo video!”. Lui inizierà a guardarlo. Se avrà qualcosa da obiettare prima della fine (e specialmente se l’obiezione è “ma quanto dura?”) il video è noioso. Rifare.
  • Parlare subito del prodotto è sbagliato. Dobbiamo incuriosire, dobbiamo non far capire almeno all’inizio che si tratta di pubblicità. Siamo letteralmente circondati dalla pubblicità e spesso rompe le scatole alle persone, per cui se anche solo un utente capisce che si tratta di un messaggio pubblicitario, il video non lo guarda. All’inizio, lo scopo del video deve essere un’incognita.
  • Creare video che non c’entrano nulla con il prodotto deve essere evitato. Ci vuole, ovviamente, un filo logico tra ciò che è mostrato nel video e il prodotto. Non possiamo mostrare il video di una coreografia spettacolare di pattinaggio artistico e poi pubblicizzare un servizio di riparazione hard disk. Invece possiamo creare un video in cui un tizio distrugge un computer a cazzotti con violenza inaudita e poi pubblicizzare un servizio di riparazione hard disk: capito il nesso?
  • Il titolo è importantissimo per un video, anche se non sembra. Del resto va sempre in coppia con il video, e anch’esso deve stimolare la curiosità: un titolo come “Il pattinaggio come non l’hai mai visto” crea interesse, un titolo come “Pattini tizio: i pattini migliori del mondo” no. In descrizione, ovviamente, andranno i riferimenti all’azienda.
  • Dove trasmettere il video: la pubblicità, si sa, si paga, ma dove mettere i soldi lo scegliamo noi. Possiamo utilizzare le partnership classiche, come quelle di pagare Youtube o Facebook per mostrare il nostro video pubblicitario, e verranno mostrate a tutti; l’alternativa è quella di pagare qualcuno che ha tanti, tanti utenti, una pagina o un canale youtube, per spingere le visualizzazioni. Pubblicarle su un canale aziendale con 10 iscritti non ha senso, il video verrà visualizzato praticamente zero. Se, come dicevamo nell’altro articolo, facciamo fare il video ad un ragazzo giovane, ad un youtuber abbastanza conosciuto, e lo paghiamo sia per fare il video, sia per ospitarlo sul proprio canale (se non è suo, ovviamente, non lo ospiterà) il ragazzo sarà contentissimo di ricevere dei soldi per la sua passione, e il video avrà molta più diffusione di quanto avrebbe avuto sul canale nostro, ufficiale (dove pubblichiamo due video all’anno). Pensiamo bene alla destinazione per non buttare soldi.

 

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AUTHOR - Redazione

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