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Google my Business: cos’è e come funziona il servizio per far conoscere in locale la tua attività

Il Local Business è una delle realtà che sta diventando sempre più importante in questi anni, e questo lo possiamo vedere anche dal nostro modo di comportarci. Se qualche anno fa, quando cercavamo una specifica attività in un luogo chiedevamo all’amico se “conosceva qualcuno”, oggi la prima cosa che facciamo è cercare su internet, magari leggendo le recensioni degli altri utenti. E visto che lo facciamo noi, perché non dovrebbero farlo anche gli altri?

Per questo, quando abbiamo un’attività di qualsiasi tipo, qualsiasi cosa facciamo, è importante che un utente cercando, ad esempio, “Commercialista Pontedera” trovi il nostro studio a Pontedera, e non trovi altri studi nella stessa cittadina o, ancora più inutile, non trovi studi che sono in città che non c’entrano nulla con quella che stiamo cercando.

E’ qui che ci viene in aiuto Google my Business, che è un servizio gratuito che consente di inserire nei servizi di Google (ricerca, Google+ e ovviamente Google Maps) la nostra attività, fornendo così alle persone la possibilità di trovarla. Il funzionamento è semplice, ma dobbiamo perderci un po’ di tempo: Google my Business si attiva da questa pagina, ma dopo l’attivazione dobbiamo dedicare un po’ di tempo all’inserimento corretto delle nostre informazioni, compreso ovviamente il nostro sito web aziendale, da cui Google reperirà automaticamente informazioni aggiuntive.

L’iscrizione a Google my Business non sarà come l’iscrizione a Facebook, dove si inserisce l’email e via: per essere attiva dovremo inserire un PIN, che Google ci invierà per posta cartacea (per cui l’indirizzo è essenziale che sia quello corretto) per verificare che siamo effettivamente noi ad aver inserito i dati, e non qualcun altro. A quel punto potremo procedere con le ultime modifiche della pagina e, soprattutto, questa diventerà attiva e potrà essere letta dagli utenti.

Tuttavia prima di partire c’è anche un’altra cosa da prendere in considerazione: considerare che la pagina della nostra attività potrebbe già essere presente. Vi è mai capitato di trovare su Google Maps il ristorante “da Gino” che ha 85 anni e cucina solo l’amatriciana? Vi pare che un commerciante del genere abbia usato Google my Business? In effetti è un po’ difficile, ma la sua pagina c’è perché Google ha reperito da solo l’informazione sulla sua attività da qualche sito, ad esempio dalle Pagine Gialle. Prima di iniziare, quindi, bisogna vedere se la nostra attività, anche ad un vecchio indirizzo, non sia già presente: in questo caso bisogna rivendicare quella pagina, insomma farla nostra, e la procedura sarà la stessa se non che non si parte da una pagina nuova ma si va a modificare quella esistente.

Ed è molto importante controllare, prima di partire, perché altrimenti andremo a creare due istanze diverse della stessa attività che trarrebbero in inganno tanto il motore di ricerca quanto gli utenti che vanno a ricercarci, finendo per essere una situazione per noi deleteria.

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AUTHOR - Redazione

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