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I cosiddetti “Gamers” sono un mercato in continua ascesa: un ottimo investimento (anche pubblicitario)

Occupandoci di tecnologia, non possiamo non occuparci di un fenomeno, di cui si inizia a larlare seriamente, che sta prendendo sempre più piede tra i giovani e non solo: parliamo degli eSport, ovvero gli sport (come il calcio o le simulazioni di guerra) che si giocano su PlayStation o su Xbox, ma soprattutto dei tanti casi di giovani “gamer” che si registrano mentre giocano ai videogiochi e pubblicano i loro video su youtube.

Detto così sembra un po’ banale e anche tedioso, ma a giudicare sal successo planetario di youtuber come PewDiePie o nazionale come Favij, entrambi personaggi che fanno quanto abbiamo appena detto, si capisce come molti utenti, specialmente quelli giovani, siano attratti quasi magneticamente da queste produzioni.

Io ci ho provato, a seguire qualche gioco in questo modo: devo dire che non è male, perché posto che il gioco (e i giochi in generale) ti deve piacere si crea una sorta di amicizia verso questa persona che parla, e che non conosci, che è come fosse un tuo amico che conosci da tempo con cui giochi insieme alla Play, il pomeriggio.

Insomma, prima di criticare gli adulti, chi investe insomma (che generalmente sono coloro che frequentano questo blog) dovrebbe quantomeno prendere in considerazione questa situazione che permette di avere un grande pubblico di solito poco considerato in questo senso: parliamo dei giovani.

Ovviamente sono i giovani che devono essere il target di questo business, chiaramente una ditta che produce dentiere non sarà interessata a clienti di questo tipo, ma chi fa qualsiasi cosa che riguardi i giovani si: servizi, app per chat, custodie per smartphone, scarpe, occhiali da sole, un sacco di cose. Che possono essere proposti, peraltro a prezzo relativamente basso rispetto a quello che costa una campagna pubblicitaria in televisione (ad esempio) e che viene mostrata per molto, moltissimo tempo a chi guarda perché sono video che durano uno, due ore ciascuno. Peraltro i soldi vengono dati ad un ragazzo giovane, che si accontenta e a cui, diciamo, non sembra vero di poter essere pagato per giocare.

Insomma, un mercato molto appetitoso per chi propone servizi a pagamento, visto che alla fine si tratta di una cosa gratuita e facilmente accessibile, che sta per raggiungere il miliardo di dollari di business, ovviamente a livello mondiale. Ovviamente non bisogna cercare di accaparrarsi i “big” di questa attività, ma i “medi”, così da spendere meno ma da poter comunque pubblicizzare i nostri prodotti. Perché, come sempre, le tendenze dei giovani non vanno criticate, ma vanno sfruttate. Perché comprano senza pensarci troppo, e questo per un’azienda che propone prodotti o servizi non può essere che un vantaggio.

 

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AUTHOR - Redazione

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