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Impegno e coerenza, le due armi per aumentare la nostre credibilità

Inizio questo articolo raccontandovi una storia. Negli anni ’50, in Finlandia, c’era una compagnia che produceva stivali. Erano stivali di qualità, realizzati in gomma, che tutti conoscevano e acquistavano, considerando anche il clima del paese. La compagnia si chiamava Nokia. Ed è la stessa il cui nome, qualche anno fa, avevamo tutti in tasca sotto forma di telefono cellulare.

Ma come è possibile che una compagnia come Nokia, conosciutissima nell’ambito delle telecomunicazioni, sia passata da segheria (!) a produttrice di stivali in gomma ad essere una delle più celebri compagnie di produzione di telefoni cellulari? Investimenti, marketing promettenti, un mondo che cambia (chiaramente a inizio 900 i cellulari non c’erano, la legna si) ma quello di Nokia è un caso isolato. Perché l’impegno, e soprattutto la coerenza, sono due aspetti molto importanti, in un mondo come quello di oggi che cambia continuamente, e questo vale tanto per la persona quanto per l’azienda.

Perché buttarsi in un business che non va come avremmo immaginato succede a tutti. Non tutto è rose e fiori, non tutto va sempre bene. E ad un certo punto viene la voglia di cambiare completamente, di darsi a qualcosa di completamente nuovo. Il problema è che, a meno che non decidiamo di cambiare dopo 10 giorni da quando abbiamo iniziato (e allora vabè) le persone sono costrette a fare una rivalutazione sul nostro conto.

Immaginiamo un esempio: voi avete comprato sempre il pane dal forno sotto casa, buonissimo, salato al punto giusto, ottimo insomma. Poi, un giorno, trovate lì non più il forno ma un negozio di computer, stessi dipendenti, stesso fornaio, ma che vende computer. Voi lo comprereste? Probabilmente no. E non perché non vi fidiate della persona che avete davanti, ma perché vi fidavate di lui come fornaio, e non come venditore di computer. Nonostante la fiducia, lo conoscevate come fornaio e non come venditore di computer.

Quando si cambia ambito, l’impegno che abbiamo messo nel portare a conoscenza delle persone quello precedente viene azzerato, mentre la coerenza, ovviamente, viene meno. Se io ho lavorato 50 anni anche come falegname, sarò più esperto di legno di chiunque mi circondi e potrò dare una mano concreta anche a chi me la chiede, magari nella tranquilla vita da pensionato. Ma se ho fatto un lavoro diverso ogni cinque anni, magari so fare un po’ di tutto, ma non so fare nulla bene. E, soprattutto, non mi sono guadagnato una stima da parte di nessuno per il mio lavoro. Di più: se questo già vale come persona privata figuriamoci se vale come azienda, che è molto più in vista agli occhi dei clienti.

Questo per dire che: anche se potrebbe sembrare che qualcosa vada male, o non venda, o possa andare meglio, è sempre bene non lasciarsi scoraggiare e comunque non cambiare mai completamente ambito come Nokia: perché è un terno al lotto. Le persone l’hanno accettata come produttore di telefoni, ma avrebbe potuto non essere così. E così, addio stivali e addio telefoni. Una delle aziende più conosciute al mondo avrebbe, semplicemente, potuto sparire nel nulla, e nessuno avrebbe avuto un Nokia, in tasca, al giorno d’oggi.

 

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AUTHOR - Redazione

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