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Italiani, popolo di santi, poeti e pirati: siamo uno dei paesi in cui i scaricano più eBook illegalmente

L'articolo di oggi sarà un po' particolare, perché proveremo a vedere un argomento molto spesso, anzi praticamente sempre, additato come incivile o sbagliato, da un punto di vista leggermente diverso. E, ovviamente, vedremo anche come sfruttare la situazione, come facciamo un po' sempre. Del resto, siamo qui per lavorare, anche se online.

Parliamo di eBook: ad oggi, con iPhone, iPad, tablet, lettori come il Kindle, le persone che comprano i libri cartacei stanno diminuendo, e anche drasticamente. Gli eBook costano meno, si hanno praticamente sempre con noi ovunque andiamo, sono leggeri da portare e non occupano spazio in casa. Sono perfetti, insomma, e ad oggi si possono leggere su praticamente qualunque dispositivo.

Ma se i libri cartacei giocoforza si dovevano comprare (al massimo li puoi fotocopiare, ma per un romanzo non vale certamente la spesa) con un semplice copia-incolla un eBook si può piratare. Se ne fa una copia, si mette in internet e chiunque passi se la può scaricare, ovviamente senza pagarla. Operazione del tutto illegale, le associazioni degli editori nel nostro paese rimuovono da internet ben 500 eBook pirata al giorno, molti più che in altri paesi. Si, più che un popolo di navigatori come ai tempi di Colombo, nel 2015 siamo un popolo di pirati.

Ora, potremmo dire: ma siamo sicuri che la pirateria faccia proprio così male all'editoria? Non mi crocifiggete, non sono d'accordo con questa pratica (ci mancherebbe) ma voglio semplicemente fare una riflessione che, spero, vi stupirà almeno un pochino.

Di libri in giro ce ne sono tanti, tantissimi, e se vogliamo farci notare le cose non sono facili perché abbiamo bisogno di grandi investimenti pubblicitari. E, beh… I canali pirata sono dei canali pubblicitari già bell'e pronti per noi. È vero, gli utenti scaricano illegalmente il nostro libro e più che altro non lo pagano, ma allo stesso tempo lo diffondono, e il mancato guadagno dalla vendita è in realtà un investimento pubblicitario. Si, perché la pirateria ad un certo punto si ferma: sono tanti i pirati, si, ma sono tante di più le persone che, specialmente se un libro costa poco (3 euro o giù di lì), preferiscono comprarlo, magari su indicazione del loro amico-pirata.

Sto dicendo cose a caso? No, esperienza personale. Pura esperienza personale. E voglio raccontarla perché merita, per capire come anche una cosa sbagliata come la pirateria possa giovarci.

Eravamo in tre (a dire il vero lo siamo ancora), ed abbiamo un sito che doveva essere pubblicizzato, un sito appena nato. Abbiamo deciso di scrivere un eBook, non molto lungo, scritto in Word e illustrato a mano. Nessuno di noi ha esperienza nell'impaginazione.

Che cosa abbiamo fatto? Ci siamo rivolti ad una community di pirati. Si, proprio loro. Gli abbiamo chiesto se ce lo impaginavano, e lo rendevano compatibile con i vari formati, e lo hanno fatto. Ci hanno avvertito, però: se vi aiutiamo non vogliamo niente (lo fanno gratis per i loro principi, eravamo anche disposti a pagare peraltro) ma il libro rimane qui, scaricabile da tutti. Certo, ovviamente. Perché il libro era pieno di riferimenti al nostro dominio (a proposito, se volete scegliere un dominio per dare la massima visibilità al vostro libro potete consultare la home page di Hosting99) ed è vero, in tanti lo hanno scaricato senza pagare. E in tanti, tra i pirati, hanno iniziato a frequentare il nostro sito e a condividere gli articoli si Facebook. Dal nulla, abbiamo adesso 10.000 fan su Facebook in pochi mesi con un investimento pubblicitario irrisorio.

La pirateria fa male all'editoria… Ne siete ancora sicuri? E, soprattutto, quando scriviamo un eBook per pubblicizzare la nostra azienda e i nostri servizi… ci interessa di più “l'editoria” o il fatto che la nostra azenda venga conosciuta?

 

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AUTHOR - Redazione

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