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La Simpatia: acquistiamo più volentieri da chi ci piace

La mente umana funziona in base a una serie di meccanismi. È inutile fare filosofia, anche noi siamo macchine, per quanto complesse, abbiamo un cervello che funziona sulla base di una serie di impulsi elettrici e siamo pertanto soggetti a delle meccaniche mentali da cui, proprio per il fatto di essere umani, non possiamo evadere.

Uno di questi meccanismi si chiama effetto alone, ed è un sistema psicologico che ci fa apparire più bello di quel che è ciò che già consideriamo bello per un particolare aspetto. Troppo complesso? Si, forse, e mi spiego meglio.

Se io vado ogni mattina in un negozio e il commesso mi piace, scherza, ride, è simpatico, sarò più propenso ad acquistare. Perché magari lo fa solo per una questione di facciata, poi è un grande infame quando non lavora, ma io sono persuaso che una persona così simpatica sia una “bella persona” anche nella vita: insomma, tendo a generalizzare. Questo è l’effetto alone. Che funziona anche al contrario: se una persona fa un lavoro che non gli piace e lo fa di malavoglia penserò che sia una persona scontrosa, con cui è bene avere a che fare il meno possibile. Quando, invece, magari nella vita è bravissima, e fa solamente un lavoro che non gli piace.

Ovviamente si capisce dove vogliamo andare a parare: bisogna dare l’immagine di persone positive, perché la simpatia è un fattore che non solo farà credere agli altri che siamo persone simpatiche (ovviamente) ma anche che siamo migliori, venderemo solo prodotti buoni, non cercheremo di vendere “pacchi”, si fideranno dei nostri consigli.

Naturalmente, questo concetto è molto più semplice da applicare nella vita reale, avendo davanti a noi le altre persone e potendo usare parole e linguaggio del corpo che non sul web, dove tutto per ovvi motivi è più freddo. Più freddo, si, ma dove gli utenti tendono a creare una sorta di empatia con l’altro, ovviamente se hanno delle basi dancui partire.

Un esempio? Metterci la faccia. Pensiamo a Amadori, Giovanni Rana, lo stesso Berlusconi o comunque imprenditori che (chiaramente) pensano solo al loro denaro: si mettono in prima persona come testimonial simpatici anche se sono ultraottantenni, fanno la parte del nonno pur di apparire “simpatici” e i loro prodotti buoni. Perché, pensa il cliente, se si mette lui in prima persona significa che ci crede in ciò che fa, che non sta cercando di prendermi per il naso.

Ovviamente sul Web c’è Youtube, su cui possiamo stare anche allo scherzo magari contattando degli Youtuber e comparendo ne loro video, oppure possiamo fare delle interviste, o ancora dei concorsi a premi gratuiti in cui una persona deve indossare un certo cappello e fotografarsi: tutte cose che andranno ad aumentare la nostra simpatia agli occhi dei clienti e, soprattutto, per l’effetto di cui parlavamo all’inizio, a rendere più desiderabili i prodotti stessi che vendiamo. E non è una cosa da sottovalutare.

 

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AUTHOR - Redazione

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