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Pubblicità su Facebook: ecco come calcolare il ROI

Quando si vuole promuovere un sito web, uno dei modi per farlo con più semplicità è quello di pubblicizzarlo su Facebook. Questo perché non solo il social network ha tantissimi utenti (ci sono iscritti praticamente tutti) ma perché in base proprio alle preferenze degli utenti ci consente di presentare la nostra pubblicità solo agli utenti che sono interessati ad un certo ambito (ad esempio, agli appassionati di automobili se vendiamo accessori per auto).

Un sistema che paga, per la maggior parte degli utenti, ma in questo articolo andremo un po’ più in profondità chiedendoci… Quanto paga?

Il ritorno economico dell’investimento fatto su Facebook si chiama ROI per dirlo all’inglese, Ritorno dell’Investimento in italiano, e serve a capire, per ogni euro speso, quanti siamo riusciti ad incassarne. Da qui è facile capire che se per 100 euro spesi ne abbiamo incassati 80, ci abbiamo perso; viceversa abbiamo guadagnato una cifra variabile.

Calcolare il ritorno è più semplice se abbiamo un eCommerce, perché la maggior parte dei plugin consentono di far fare tutto a Facebook stesso: offrendo gli accessi giusti al Social Network, lui potrà sapere non solo quante persone hanno cliccato sull’annuncio, ma anche quanti degli ordini provenienti dall’annuncio sono andati a buon fine, e saprà dirci che, ad esempio, con i 200 click ricevuti abbiamo guadagnato 1000 euro. Non male, come algoritmo: chiaramente i 1000 euro non sono puliti, ma da essi va rimosso il 22%, che è l’IVA (perché Facebook considera tutto) e il costo della merce. Tolte queste due fette potremo sapere che, ad esempio, abbiamo guadagnato 200 euro, il che significa che ogni click ci ha portato 1 euro di guadagno, in media. Tutto, poi, va in base a quanto abbiamo speso per ottenere quei 200 click. Se abbiamo speso 50 euro, per ogni euro investito ne abbiamo guadagnati due.

Se il negozio è reale le cose sono un po’ più complesse perché in questo caso bisogna fare tutto da soli: dobbiamo avere già da prima una stima del ricavo medio che facevamo senza pubblicità (andrà tolto dal guadagno post-campagna, visto che non c’è un algoritmo che automaticamente lo esclude) e poi, considerando il periodo di durata della campagna, rimuovere i due valori che abbiamo detto prima e fare lo stesso conteggio. Certo, in questo modo il sistema è molto meno preciso rispetto all’altro, ma d’altra parte l’imprecisione dipende dalla natura del nostro lavoro piuttosto che da un problema nostro o di Facebook, per cui è una differenza incolmabile.

In ogni caso, il calcolo del ROI è una cosa fondamentale per capire se la pubblicità su Facebook giova o meno e, sopratutto, quanto giova alla nostra attività: in base a questo, infatti, possiamo continuare sulla linea del Facebook Advertising; in caso contrario bisogna necessariamente pubblicizzare ciò che facciamo in un altro modo.

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AUTHOR - Redazione

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