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Quanto vale un dominio? Difficile da stabilire, ma bisogna provare

Una delle domande più frequenti di chi ha un sito internet, magari utilizzato da tempo e che non genera molti guadagni ma solo qualcosa, è quella possibilità che si basa appunto sul vendere il proprio sito: da qui una delle domande più frequenti sui siti web è proprio questa, ovvero quanto vale il mio sito web?

Innanzitutto bisogna fare una distinzione fondamentale tra due cose, che sono il sito e il dominio. Se io vendo un sito web, in pratica è come se vendessi la mia casa, già perfettamente immobiliata e con tutto ciò che c’è dentro; se io invece vendo il mio dominio, è come se vendessi il fondo vuoto, lo spazio. Le mura insomma, o probabilmente solo il terreno che aspetta di essere edificato.

Per cui da qui si capisce che il valore della cosa cambia molto: una casa già perfetta ha un valore, solo il terreno ne ha un’altro. Il che non significa che possa essere inferiore: comprare una casa sulla cima di una montagna che si raggiunge solo a piedi, probabilmente, sarà meno costoso che non comprare un terreno edificabile a Rimini, sul lungomare, per capire la situazione.

Se io vendo un sito web, significa che chi è interessato vuole continuare la mia opera, e quindi dovrà fornirgli tutto ciò che ho; se qualcuno comprasse, ad esempio, questo blog, gli articoli che ci sono continuerebbero a rimanere qui ma i guadagni pubblicitari andrebbero a lui, mentre lui continuerà a scrivere nuovi articoli sullo stesso stile. E il valore del sito è calcolabile, perché ci si basa sulle visite giornaliere, sull’interesse degli utenti, sul calo o sulla crescita delle iscrizioni e così via: tutti fattori che possono essere presi in considerazione per fare una stima.

Con la compravendita dei domini, invece, non è così. I domini sono più una scommessa da parte di chi compra, visto che sono un terreno vuoto su cui tutto deve essere costruito. Tutto dipende dalle parole di cui sono composti (un dominio che si chiama dbnajums.com non lo vorrebbe nessuno, perché non vuol dire nulla) mentre un dominio come diamond.com è stato venduto addirittura per sette milioni di dollari, perché identifica chiaramente un oggetto, e oltretutto di lusso.

In generale, nomi facili da ricordare o che rimandino a keyword specifiche che qualcuno potrebbe essere interessato ad usare hanno un valore maggiore, ma purtroppo tutto dipende da quanto gli acquirenti hanno bisogno di quelle parole. Insomma, un dominio si può mettere in vendita a qualsiasi costo, ma purtroppo il ricavarne qualcosa di concreto dipende tutto da quanto l’acquirente vuole scommettere su quel sito.

Quindi, forse. vale la pena, più che vendere il dominio “crudo”, usarlo come un campo, coltivarci delle patate (ovvero creare un sito web attivo) e poi provare a vendere quello: certo, per coltivare le patate ci vuole tempo e fatica, ma alla fine il valore del “terreno”, ovvero del dominio trasformato in un sito, aumenterà. E’ l’unico modo valido per poterlo fare.

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AUTHOR - Redazione

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