Archivi

Ultimi Commenti

Categorie

Blog

wpid-Photo-20160123171141518.jpg

Segmentazione mail: come usare i segmenti per incrementare le visite

Chiunque abbia un sito, mette a disposizione dei suoi clienti una newsletter (o, almeno, dovrebbe farlo). Si tratta di un modo per mantenere i contatti con i nostri utenti, fornendogli notizie periodiche. L’utente si iscrive, con varie modalità, e noi periodicamente gli inviamo degli aggiornamenti.

Purtroppo, lo sappiamo, le mail delle newsletter devono trovare un loro equilibrio tra l’essere inutili (quindi non possiamo inviarne una al mese, ha poco senso) e l’essere troppo fastidiose (non possiamo inviarne nemmeno troppe, o le persone si cancellerebbero); una soluzione che può non essere semplice da trovare, specialmente quando proponiamo tanti tipi di prodotti diversi. Una delle soluzioni, di cui vi parliamo oggi, si chiama segmentazione.

Conoscere la segmentazione è molto importante per chi vuole creare un sito web, anche se bisogna essere chiari fin da subito: c’è bisogno di un servizio che ci gestisca la newsletter, meglio se a pagamento, e vi spieghiamo perché.

I servizi a pagamento analizzano molti aspetti degli iscritti alla nostra newsletter: ad esempio, ci dicono quando si sono iscritti, da dove sono arrivati alla pagina dalla quale hanno effettuato l’iscrizione (da Facebook? Da Google? E con quali parole di ricerca?), ci dicono se i link presenti nella mail vengono cliccati o meno (per cui se è un lettore attivo o passivo) e addirittura se apre la mail o se la cestina senza nemmeno aprirla. Informazioni che valgono oro per chi deve gestirla.

Proprio in base a queste informazioni, possiamo impostare nella lista più segmenti di utenti: quelli che leggono di più, quelli che leggono meno, quelli che utilizzano i social; in questo modo, le mail possono essere cambiate, sia in senso di contenuti, che in numero. A chi le cestina sempre, magari inviandone una ogni tanto riusciamo a fargliela aprire, mentre a chi le legge sempre possiamo azzardarci a mandarne qualcuna in più.

Possiamo anche distinguere gli utenti tra chi ha acquistato e chi non l’ha mai fatto, o suddividerli per data d’iscrizione: i parametri, chiaramente, li decideremo noi, ma in relazione alle nostre possibilità di gestione non è che possiamo creare 50 liste diverse; ne creiamo due, o tre, cercando di raggruppare gli utenti che hanno delle similitudini.

In questo modo riusciremo a differenziare le proposte che facciamo a ciascuno di questi utenti, e in questo modo riusciremo anche (lo dicono gli studi che hanno fatto delle prove) a raggiungere un tasso di apertura maggiore ma anche un tasso di acquisto maggiore dei prodotti venduti.

Insomma, agli utenti piace essere considerati, piace trovare (anche se dall’altra parte di un monitor) persone sulla loro stessa lunghezza d’onda. Certo, non possiamo iniziare una relazione epistolare con ciascuno di loro (il gioco non varrebbe la candela) ma cercare di offrire un minimo di personalizzazione sicuramente incrementerà le nostre possibilità di vendita, anche nell’email marketing.

 

condividi!

AUTHOR - Redazione

No Comment

0

Post A Comment