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SEO in Cina: come posizionarsi sui motori di ricerca cinesi?

La domanda che, leggendo il titolo, potrebbe sorgere spontanea è: “Che cosa me ne importa di posizionarmi sui motori di ricerca cinesi, se sono in Italia?”. In realtà la risposta non è così scontata.

La Cina è oggi una delle più grandi economie del mondo, e da molto tempo le aziende del nostro paese puntano a questo paese non solo per gli investimenti in produzione ma anche, e soprattutto, per l’export. Infatti, per le aziende che chiaramente lavorano con l’estero, è molto importante farsi trovare anche in questo paese, anche online. Una cosa semplice, che si può fare semplicemente impostando il sito in cinese (con l’opportuno supporto, naturalmente), se non fosse per un particolare: Google è bandito, in Cina. E questo mina alle fondamenta tutto ciò che sappiamo sulla SEO, perché malgrado quando si parla di SEO si intenderebbero, di fatto, tutti i motori di ricerca, in pratica si pensa solo e soltanto ad uno di essi, ovvero a Google.

Questo significa che per posizionarsi in Cina non basta assumere un cinese come traduttore per il sito ma, cosa molto più importante, bisogna seguire le regole di Baidu, il motore di ricerca più popolare nel paese. E il problema più grande è che le regole, per adesso, non sono state così tanto studiate perché nessuno, al momento, ha ancora preso sul serio la potenzialità di internet in Cina, anche considerando che molti cinesi non usano internet, magari per questioni economiche. In Cina, ad esempio, la maggior parte delle ricerche su Baidu arrivano ancora da desktop, e non da dispositivi mobile.

Le regole che sappiamo, quindi, sono poche ma importanti, e dovrebbero essere la base per tutti coloro che vogliono iniziare una campagna SEO in Cina, con regole completamente diverse dalle nostre. Sappiamo ad esempio che:

  • Baidu riconosce le traduzioni di Google Translate, proprio come Google. Questo significa che un sito tradotto in automatico in questo modo non viene ben posizionato, anzi viene affossato dal motore di ricerca.
  • La lingua, delle tante, con cui i Cinesi cercano informazioni su Google è il cinese semplificato, anche coloro che utilizzano una versione diversa in relazione alla zona. Bisogna fare attenzione anche nel caso siamo interessati ad un marketing locale, e non globale nella sua totalità in Cina.
  • I siti in javascript o in Flash non sono indicizzati da Baidu, come da Google.
  • E’ preferibile utilizzare un sito monolingua piuttosto che un sito multilingua.
  • I siti responsive e mobile friendly sono preferiti dal motore, nonostante le ricerche arrivino comunque da computer desktop.

Informazioni certo non esaustive, ma comunque molto interessanti per chi si avvicinasse al web cinese e a questo fiorente mercato.

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AUTHOR - Redazione

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