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Twitter e il marketing con Buffer: ecco come pubblicizzarci

Uno dei social network più utilizzati al giorno d’oggi è Twitter, che molti vedono come il concorrente di Facebook.

Sebbene si tratti effettivamente di due prodotti che come offerta sono piuttosto simili, l’utilizzo che ne fanno gli utenti è piuttosto diverso: da una pate abbiamo un modo per tenerci informati su che cosa fanno gli amici, dove vanno, che cosa pubblicano, mentre su Twitter possiamo avere un quadro più ampio e anche più generico, con la possibilità di seguire gli aggiornamenti dei personaggi famosi e, tramite gli hashtag, sapere in tempo reale tutto ciò che gli utenti pubblicano a proposito di ciò che succede.

Se siamo aziende possiamo utilizzarli entrambi per pubblicizzarci, ma al di là della pubblicità a pagamento (che su Twitter sappiamo però non essere così redditizia come su Facebook) per quanto riguarda quella gratuita la logica è completamente diversa.

Twitter è un fiume in piena, e se ad un certo punto passa un tronco, dobbiamo essere sulla riva nel momento giusto per vederlo passare. Per cui un tweet sporadico, anche due o tre al giorno, rischiano di perdersi nel tanto, nel troppo, anche se abbiamo tanti follower: la soluzione sarebbe quella di postare tanti tweet, ma specialmente se siamo una piccola azienda non possiamo assolutamente passare le giornate su Twitter.

Buffer

La soluzione che vi proponiamo, perché è uno dei servizi migliori per il marketing su Twitter, è Buffer. Si tratta di un servizio web che, in sostanza, consente di programmare i Tweet, oltre a fornirci delle statistiche delle loro letture e dei clic che le persone hanno fatto su di essi.

Poter programmare i tweet aiuta molto ad utilizzare il social, perché è possibile in questo modo perdere magari un quarto d’ora, al mattino o alla sera a casa, a scrivere una serie di messaggi che saranno poi diffusi nei giorni successivi, o anche solo il giorno successivo, durante i quali verranno pubblicati man mano in base alle tempistiche che abbiamo indicato.

Buffer può essere utilizzato anche in versione gratuita, ma il limite di tweet programmabili è limitato a 10, che (come gli sviluppatori sanno bene) sono troppo, troppo pochi per un marketing efficace: dovremmo metterci lì ogni sera, senza dimenticarcene, mentre sarebbe possibile magari pubblicarne una cinquantina (o riutilizzare quelli delle settimane precedenti, riprogrammandoli) a inizio settimana per non avere poi problemi. Ma bisogna pagare per farlo.

A differenza di Facebook, Twitter non ha il problema della ripetitività: essendo un fiume da cui si pesca, senza un sistema “chiuso” di amici, chiunque può trovare il nostro tweet cercando un termine di ricerca e particolarmente se usiamo gli hashtag più svariati.

Per questo, fare pubblicità su Twitter è una cosa diversa che farla su qualsiasi altro social, significa fare pubblicità in modo continuo, senza mai interrompersi, e senza la necessità di pagare per una fascia di pubblico ben definita ma “pescando” chi troviamo, avendo solo una limitata possibilità di scelta, diciamo, della riva su cui pescare.

Buffer può essere un valido aiuto, ma a metterci le mani (e la testa) in prima persona dobbiamo essere noi.

 

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AUTHOR - Redazione

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